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Ti Hanno Aggredito in Turno: Cosa Fare nelle Prime 24 Ore
Emergenze

Ti Hanno Aggredito in Turno: Cosa Fare nelle Prime 24 Ore

Aggiornato il 4 min di lettura

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In 30 secondi

  1. Cosa fare subito: mettersi al sicuro e farsi refertare anche se le lesioni sembrano minime.
  2. Il referto e la segnalazione scritta servono per attivare le tutele previste dal contratto di lavoro.
  3. Per i reati perseguibili a querela i tempi sono stretti: in generale ci sono 90 giorni di tempo.

Se ti hanno appena aggredito — fisicamente o verbalmente in modo grave — la prima cosa da sapere è che quello che fai nelle ore successive conta, sia per la tua salute che per la tua tutela. Questo articolo è il seguito naturale di quello sul riconoscere i segnali di escalation: qui parliamo di cosa fare quando l'episodio è già successo.

Questo articolo descrive un quadro generale organizzativo e informativo, non è una consulenza legale. Per valutare il tuo caso specifico (tempistiche di querela, scelte procedurali) rivolgiti a un legale o al tuo sindacato.

Prima di tutto: la sicurezza e le cure

  • Allontanati dalla situazione di pericolo appena possibile, se l'aggressione è ancora in corso, chiedendo aiuto a colleghi
  • Fatti visitare anche per lesioni che sembrano lievi: contusioni, graffi, uno spintone che sembra "niente" possono avere conseguenze non evidenti subito, e un referto tempestivo è importante anche se in quel momento pensi di non averne bisogno
  • Rivolgiti al Pronto Soccorso o al medico competente della tua struttura (la figura aziendale responsabile della sorveglianza sanitaria dei lavoratori)
  • 90 giorni

    termine generale per presentare querela dalla conoscenza del fatto

La mappa dell’argomento

Cosa fare dopo l'aggressione

  • Salute e cure

    • Allontanarsi dal pericolo con l'aiuto dei colleghi
    • Farsi visitare al Pronto Soccorso o dal medico
    • Ottenere il referto anche per contusioni lievi
  • Chi informare

    • Responsabile di turno o di reparto subito
    • Ufficio personale o direzione per iscritto
    • RLS e medico competente della struttura
  • Documenti

    • Referto medico rilasciato
    • Modulo interno di segnalazione
    • Descrizione scritta dell'accaduto e testimoni
  • Tutele contrattuali

    • Richiesta attiva di patrocinio legale
    • Richiesta del supporto psicologico, se l'azienda lo prevede
    • Supporto del sindacato nelle procedure

Differenza tra denuncia e querela

DenunciaQuerela
SignificatoSegnalazione di un fatto che può costituire reatoAtto con cui la persona offesa chiede di perseguire l'autore
ProcedibilitàPuò scattare d'ufficio per legge 113 del 2020 con aggravanteNecessaria per i reati perseguibili solo a querela di parte
ScadenzeNon legata al termine dei 90 giorni della persona offesaIn generale va presentata entro 90 giorni dal fatto

Chi avvisare in struttura, e in che ordine

  1. Il responsabile di turno o del reparto, subito, anche solo verbalmente in un primo momento
  2. L'ufficio personale o la direzione, con una segnalazione scritta appena possibile — molte strutture hanno un modulo dedicato per la segnalazione di aggressioni
  3. Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), che ha il compito di seguire le condizioni di sicurezza sul lavoro e può far emergere se l'episodio è collegato a un problema strutturale (organico insufficiente, ambienti non sicuri, assenza di protocolli)
  4. Il medico competente, se non lo hai già incontrato per le cure, per la valutazione sanitaria legata all'idoneità e all'eventuale sorveglianza successiva

Referto e documentazione: cosa conservare

  • Il referto medico dell'episodio, anche se le lesioni sembrano lievi
  • Il modulo di segnalazione interna, se la struttura ne prevede uno
  • Una tua descrizione scritta dei fatti, il più possibile dettagliata: data, ora, luogo, cosa è successo, eventuali testimoni presenti
  • Nome e contatti di eventuali colleghi che hanno assistito all'episodio

Questa documentazione non serve solo per un'eventuale azione legale: è quello che permette all'azienda di attivare le tutele contrattuali previste dal CCNL per chi subisce un'aggressione sul lavoro: il patrocinio legale e, se l'azienda lo prevede, il supporto psicologico.

Denuncia o querela: il quadro generale

Senza entrare nel merito legale del tuo caso specifico, è utile conoscere la differenza di fondo: la denuncia è la segnalazione di un fatto che può costituire reato, mentre la querela è un atto con cui la persona offesa chiede espressamente che l'autore venga perseguito — necessaria per i reati procedibili solo a querela di parte. Per alcuni reati collegati alle aggressioni al personale sanitario, come previsto dalla legge 113/2020, la procedibilità può essere d'ufficio quando ricorre l'aggravante specifica, il che significa che la giustizia può procedere anche senza una querela della vittima. Per i reati procedibili a querela, i termini per presentarla sono stretti: in generale 90 giorni dalla conoscenza del fatto, salvo termini diversi per specifiche fattispecie. Proprio per questa scadenza ravvicinata, è importante non rimandare la valutazione: parlane con un legale o con il sindacato nei giorni immediatamente successivi all'episodio, non a distanza di mesi.

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Il ruolo di medico competente e RLS

  • Il medico competente valuta la tua idoneità dopo l'episodio e può attivare percorsi di sorveglianza sanitaria se necessario; è anche un interlocutore a cui segnalare l'accaduto dal punto di vista della salute e sicurezza sul lavoro
  • L'RLS ha titolo per far emergere l'episodio nelle sedi di confronto su sicurezza e organico, e può sostenerti nel dialogo con la struttura

Colleghi e sindacato: perché non restare soli

Le tutele concrete del CCNL Sanità per chi subisce un'aggressione — il patrocinio legale e il supporto psicologico, che l'azienda può offrire su richiesta — vanno richieste attivamente: non arrivano da sole. Il sindacato e la RSU della tua struttura possono seguirti nella richiesta e verificare che l'azienda rispetti gli obblighi contrattuali. Non affrontare la parte pratica (moduli, richieste, tempistiche) da solo se non ti senti sicuro: è esattamente il tipo di situazione in cui un supporto esterno fa la differenza.

In sintesi

Cosa fareQuando
Metterti in sicurezza, chiedere aiutoSubito
Farti visitare e refertare, anche per lesioni lieviIl prima possibile, entro le prime ore
Avvisare responsabile di reparto e ufficio personaleEntro le prime 24 ore
Contattare RLS e sindacatoEntro i primi giorni
Valutare denuncia/querela con un legaleSenza aspettare, per via dei termini stretti
Attivare patrocinio legale e supporto psicologico CCNLCon richiesta scritta all'ufficio personale

Fonti: CCNL Comparto Sanità 2022-2024, art. 55 (patrocinio legale e supporto psicologico in caso di aggressioni) · Legge 113/2020 (sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie). Verifica il testo applicato al tuo ente.

Cosa fare adesso

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Stampa la scheda di una pagina con i passi principali, da tenere in reparto o salvare in PDF.

📖 Parole difficili

Medico competente:
Figura aziendale che segue la sorveglianza sanitaria dei lavoratori e ne valuta l'idoneità dopo l'episodio.
RLS:
Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, figura che segue le condizioni di sicurezza e i problemi strutturali.
Querela:
Atto formale con cui la persona aggredita chiede espressamente che il responsabile venga perseguito dalla giustizia.

Da ricordare

  • Fatti visitare subito: il referto serve anche se hai subito solo uno spintone o graffi lievi.
  • Le tutele del CCNL come patrocinio legale e supporto psicologico non sono automatiche: devi richiederle.
  • Per la querela ci sono in genere 90 giorni: contatta presto un legale o il sindacato per valutare il caso.
Emergenzeemergenzeaggressionidirittisicurezza operatore

Domande frequenti

Sì, devi farti visitare dal Pronto Soccorso o dal medico competente anche per contusioni o graffi che sembrano lievi. Un referto tempestivo è fondamentale per la tua tutela, perché alcune conseguenze possono non essere evidenti subito. Questa documentazione è indispensabile per attivare le successive tutele previste dal contratto.

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Vincenzo Talia

Vincenzo Talia

OSS dal 2012, fondatore di Portale OSS.

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