Termini clinici, dispositivi, normativa e diritti spiegati per chi lavora come OSS — sempre con i limiti di competenza chiari: cosa osservare e segnalare, cosa resta di competenza infermieristica o medica.
L'accordo che ha istituito ufficialmente la figura dell'Operatore Socio-Sanitario in Italia, definendone per la prima volta il profilo professionale, la formazione e le competenze di base. È rimasto il riferimento normativo principale della professione fino alla revisione del 2024-2025.
Fonte: Accordo Stato-Regioni 22 febbraio 2001
Approfondisci: Perché la formazione OSS è competenza delle Regioni →
Il nuovo accordo tra Governo, Regioni e Province autonome che rivede il profilo professionale dell'OSS definito nel 2001 (Rep. Atti n. 175/CSR), poi modificato il 18 dicembre 2024 (Rep. Atti n. 261/CSR) e recepito ufficialmente con il DPCM del 25 marzo 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 142 del 21 giugno 2025. Le singole Regioni lo stanno recependo progressivamente con proprie delibere.
Fonte: Accordo Stato-Regioni 3 ottobre 2024 (Rep. Atti 175/CSR), DPCM 25 marzo 2025
Approfondisci: Il nuovo profilo OSS 2025: cosa cambia dopo 24 anni →
Batterio ambientale che causa infezioni soprattutto in ospedale, in particolare nei reparti di terapia intensiva e nei pazienti con dispositivi invasivi. Sopravvive a lungo su superfici e attrezzature ed è spesso resistente a molti antibiotici. La pulizia accurata dell'unità del paziente e delle attrezzature è una misura chiave.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, CDC
Una qualifica regionale con competenze limitate all'assistenza di base (igiene, aiuto nei pasti, compagnia), senza le competenze sanitarie integrate dell'OSS. Come per OSA e OTA, l'eventuale passaggio al profilo OSS richiede un percorso formativo specifico stabilito dalla Regione.
Polveri o gel che rendono più densi acqua e altri liquidi, per chi ha difficoltà a deglutire (disfagia). Quantità e consistenza sono prescritte dal medico, dal logopedista o dal dietista e la preparazione va eseguita con precisione. Un liquido troppo o troppo poco denso può essere pericoloso: si segue il dosaggio indicato.
Fonte: Manuale MSD
Un servizio pubblico che porta a domicilio del paziente le cure sanitarie e assistenziali necessarie, coordinando più professionisti (infermiere, OSS, medico di base, fisioterapista) per evitare o abbreviare un ricovero. L'OSS che lavora in ADI opera spesso da solo a casa dell'assistito, con un margine di autonomia decisionale immediata maggiore rispetto al lavoro in reparto e la necessità di sapere quando e chi allertare in caso di emergenza.
Approfondisci: Emergenza in ADI: Sei Solo, Senza Colleghi, Senza Campanello →
Le attività della vita quotidiana: lavarsi, vestirsi, mangiare, spostarsi, usare i servizi igienici. Valutare quanto una persona riesce a farle da sola (o quanto ha bisogno di aiuto) è la base su cui si costruisce il piano assistenziale. L'OSS supporta l'assistito in queste attività secondo il livello di autonomia residua, senza sostituirsi a ciò che la persona può ancora fare da sé.
Difficoltà o perdita della capacità di parlare, capire o leggere e scrivere per un danno alle aree del linguaggio, frequente dopo un ictus. La persona conserva intelligenza e sentimenti: si parla con frasi semplici, senza fretta, senza infantilizzare, e si usano gesti, immagini o domande a cui basta rispondere sì o no.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Aiutare a mangiare chi non ce la fa da solo: posizione seduta, cibo alla giusta consistenza e temperatura, bocconi piccoli, tempo sufficiente, un boccone alla volta dopo aver deglutito. Si lascia fare ciò che la persona può. Tosse, voce gorgogliante o rifiuto del cibo vanno riferiti; a fine pasto si tiene il busto sollevato.
Figura nominata dal giudice tutelare per assistere una persona che, per malattia o disabilità, non riesce a curare i propri interessi (legge 6/2004). L'amministratore ha poteri limitati a quanto stabilito dal giudice; per le decisioni sanitarie il riferimento è il team, non l'OSS.
Fonte: Legge 9 gennaio 2004, n. 6
Reazione allergica grave e rapida (a farmaci, alimenti, punture di insetto) con orticaria, gonfiore di viso e lingua, difficoltà a respirare, vomito e calo della pressione. È un'emergenza: si chiama subito il 112/118 e l'infermiere. Chi ha un autoiniettore di adrenalina prescritto può usarlo; non si lascia mai sola la persona.
Fonte: Manuale MSD, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù
Riduzione dell'emoglobina o dei globuli rossi, con meno ossigeno trasportato ai tessuti. Segni: pallore, stanchezza, fiato corto, palpitazioni, giramenti di testa. Le cause sono varie (carenze, perdite di sangue, malattie croniche). Nell'assistenza serve gradualità nei movimenti e attenzione alle cadute.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
La capacità di alcuni batteri di sopravvivere agli antibiotici che li dovrebbero eliminare. È favorita dall'uso eccessivo o inappropriato degli antibiotici e dalla trasmissione dei batteri resistenti fra persone. La prevenzione passa da un uso corretto dei farmaci e da un'assistenza che limiti le infezioni: igiene delle mani e precauzioni.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute
Persona anziana con ridotte riserve fisiche e psicologiche, che risponde male a malattie, stress e cambiamenti: perdita di peso, debolezza, lentezza, poca attività. Una piccola infezione o un cambio di ambiente possono provocare un peggioramento improvviso. L'osservazione attenta e la prevenzione di cadute, disidratazione e lesioni sono priorità.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Il percorso che va dalla bocca all'ano e gli organi che lo aiutano (fegato, pancreas, colecisti): trasforma il cibo, assorbe acqua e nutrienti ed elimina ciò che non serve. Alimentazione, idratazione, evacuazione e osservazione delle feci sono ambiti in cui l'OSS lavora ogni giorno.
Fonte: NIH, Manuale MSD, FNOPI
L'insieme degli organi che portano ossigeno al sangue ed eliminano anidride carbonica: naso, faringe, laringe, trachea, bronchi e polmoni. L'OSS osserva come respira la persona: ritmo, fatica, rumori, colorito, uso dei muscoli del collo; un cambiamento rispetto al solito è un segnale da riferire.
Fonte: Manuale MSD
L'insieme di reni, ureteri, vescica e uretra: produce l'urina, elimina i rifiuti del sangue e mantiene l'equilibrio di acqua e sali. Colore, quantità, odore e difficoltà a urinare sono osservazioni che l'OSS annota e riferisce: cambiamenti improvvisi possono indicare infezione o disidratazione.
Fonte: Manuale MSD
I vasi che trasportano il sangue: le arterie lo portano dal cuore agli organi, con pareti elastiche e pressione elevata; le vene lo riportano al cuore, con pressione bassa. Il polso si sente dove un'arteria passa vicino alla superficie (per esempio al polso o al collo); il ristagno di sangue nelle vene delle gambe favorisce gonfiore e trombosi.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
I punti in cui due o più ossa si incontrano, come spalla, gomito, anca, ginocchio e caviglia. Consentono il movimento; se rigide o dolenti (per esempio per artrosi) limitano l'autonomia. Durante la mobilizzazione le articolazioni non vanno forzate oltre il movimento che la persona riesce a sopportare.
Fonte: Manuale MSD
Malattia infiammatoria cronica autoimmune che colpisce le articolazioni, soprattutto mani e piedi, con dolore, gonfiore e rigidità (specie al mattino) e nel tempo deformità. Le articolazioni vanno toccate e mobilizzate con estrema delicatezza; chi assume farmaci immunosoppressori è più esposto alle infezioni.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Usura progressiva della cartilagine delle articolazioni, con dolore, rigidità e limitazione dei movimenti, in particolare di ginocchia, anche, colonna e mani. Non è una malattia infiammatoria come l'artrite. Movimenti lenti e senza forzature, ausili e aiuto nelle attività quotidiane aiutano a mantenere l'autonomia.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Malattia cronica delle vie aeree in cui i bronchi si restringono con attacchi di fiato corto, sibili e tosse, scatenati da allergeni, sforzo, infezioni o fumo. In caso di crisi la persona va tenuta seduta e tranquilla, si chiama l'infermiere, che gestisce la terapia; se non passa o peggiora si attiva l'emergenza.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, Manuale MSD
A differenza di infermieri o altre professioni sanitarie, l'OSS non è iscritto a un albo professionale nazionale: è una qualifica, non una professione ordinistica. Questo significa, tra l'altro, che non esiste un organismo nazionale unico che tenga un registro di chi possiede il titolo, e che il controllo sul possesso della qualifica avviene a livello di singola assunzione.
Approfondisci: Perché non c'è ancora un albo o registro nazionale OSS →
Una nuova figura professionale, istituita con il DPCM del 28 febbraio 2025 (pubblicato nella stessa Gazzetta Ufficiale n. 142/2025 del DPCM sul profilo OSS), che si colloca in un ruolo intermedio tra OSS e infermiere. Il percorso di formazione è riservato a chi possiede già la qualifica di OSS; al momento della stesura di questa voce diversi aspetti applicativi (competenze operative di dettaglio, inquadramento contrattuale) sono ancora in fase di definizione regione per regione.
Fonte: DPCM 28 febbraio 2025, Gazzetta Ufficiale n. 142 del 21 giugno 2025
Approfondisci: Assistente infermiere: la nuova figura tra OSS e infermiere →
Il bacino è l'anello osseo che sostiene la colonna e collega le gambe al tronco; l'anca è l'articolazione fra bacino e femore. Le prominenze ossee della regione dell'anca, come il trocantere del femore sul fianco, sono punti a rischio di lesione da pressione quando la persona giace su un lato, e l'anca è una sede tipica di frattura nell'anziano dopo una caduta.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Il bagno o la doccia con l'aiuto dell'OSS a chi non può farlo da solo. Si prepara l'ambiente caldo e sicuro, si controlla la temperatura dell'acqua sul proprio polso e sulla persona, si lascia fare ciò che può, si lava dal pulito allo sporco e si asciuga con cura, soprattutto nelle pieghe. La cute si osserva e ogni anomalia viene riferita.
Fonte: Manuale MSD, FNOPI
Ausilio con appoggio per l'avambraccio e impugnatura, spesso usato in coppia, che scarica parte del peso dagli arti inferiori, utile dopo interventi o traumi. L'altezza e il tipo di appoggio sono stabiliti dal fisioterapista; l'OSS verifica che i puntali di gomma siano integri e che la persona sia sicura nell'uso.
Fonte: Manuale MSD
Il confronto fra liquidi che entrano (bevande, alimenti liquidi, infusioni) e liquidi che escono (urina, feci liquide, vomito, perdite) in 24 ore. Serve a scoprire disidratazione o ritenzione di liquidi. L'OSS collabora registrando con precisione quanto la persona beve e la diuresi, in base alle istruzioni del reparto.
Fonte: Manuale MSD
I bisogni fondamentali di una persona assistita: respirare, alimentarsi, eliminare, muoversi, riposare, mantenere l'igiene, comunicare. Il modello più citato in formazione OSS è quello di Virginia Henderson (14 bisogni). Individuare quali bisogni sono compromessi in un assistito orienta le priorità dell'assistenza di base.
Le manovre di supporto vitale di base in caso di arresto cardiaco: riconoscere l'emergenza, allertare il soccorso, iniziare la rianimazione cardiopolmonare e usare un defibrillatore semiautomatico se disponibile (in questo caso si parla di BLSD). È una competenza che ogni OSS dovrebbe saper attivare, indipendentemente dal reparto in cui lavora.
Intossicazione rara e grave dovuta alla tossina del Clostridium botulinum, che può trovarsi in alimenti conservati male, come conserve casalinghe. Provoca paralisi progressiva a partire da vista, deglutizione e parola. Non è contagioso da persona a persona e richiede intervento medico urgente.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Malattia cronica dei polmoni, per lo più legata al fumo, che riduce il flusso d'aria e causa tosse, catarro e affanno. Nei pazienti con BPCO l'ossigeno va somministrato solo come prescritto: dosi non indicate possono essere dannose. L'OSS osserva respiro e colorito, aiuta a tenere la posizione comoda e riferisce peggioramenti.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute
Una condizione di esaurimento fisico ed emotivo causata da uno stress lavorativo cronico non gestito, frequente nelle professioni di cura per il carico emotivo continuativo del contatto con la sofferenza altrui. Si manifesta con stanchezza persistente, distacco emotivo dal lavoro e una sensazione di inefficacia; riconoscerne i primi segnali è più utile che aspettare di arrivare all'esaurimento completo.
Approfondisci: Burnout da OSS: come riconoscerlo prima che ti travolga →
Grave deperimento con perdita di peso e di massa muscolare, che si osserva in malattie avanzate come tumori e scompenso cardiaco e non dipende solo dallo scarso appetito. Cute fragile e ossa prominenti aumentano il rischio di lesioni da pressione: contano cambi di posizione frequenti e materassi adeguati.
Fonte: Manuale MSD
Un evento da prevenire attivamente (pavimenti liberi, calzature adeguate, sponde del letto quando indicate, sorveglianza nei soggetti a rischio) e da documentare accuratamente quando accade. Dopo una caduta l'OSS non muove la persona se sospetta un trauma, ma allerta subito infermiere e medico e riferisce con precisione dinamica e orario dell'accaduto, informazioni necessarie per la valutazione clinica successiva.
Approfondisci: Paziente caduto: cosa fare subito e cosa scrivere dopo →
Il cambiamento periodico della posizione di una persona allettata o poco mobile, per togliere pressione dai punti a rischio (sacro, talloni, gomiti) e prevenire le lesioni da pressione. La frequenza dipende dal piano assistenziale e dal rischio individuale, non è uguale per tutti i pazienti. È una delle attività di prevenzione più importanti che l'OSS esegue in autonomia.
Approfondisci: Prevenzione delle Lesioni da Pressione: la Guida OSS →
Infezione da funghi del genere Candida, che colpisce mucose e cute umida: bocca (mughetto, placche bianche), pieghe cutanee e zona genitale. È frequente in chi usa protesi dentarie, antibiotici o pannolone. Igiene, asciugatura accurata delle pieghe e pulizia delle protesi sono la prevenzione; la comparsa va segnalata all'infermiere.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Chi si prende cura di una persona non autosufficiente: familiare (caregiver familiare) o assistente privato. Conosce abitudini e bisogni dell'assistito ed è un'importante fonte di informazioni. Spesso è provato dalla fatica e dall'angoscia: ascolto, spiegazioni chiare e coinvolgimento nelle attività quotidiane sono parte dell'assistenza.
Fonte: FNOPI
Sedia a ruote per gli spostamenti di chi non può camminare o cammina per brevi tratti. Prima di ogni trasferimento si bloccano i freni e si spostano o si sollevano le pedane; durante gli spostamenti si controlla che i piedi siano appoggiati e la persona sia ben seduta. Si controllano periodicamente freni e pneumatici.
Fonte: Manuale MSD
Il documento che raccoglie tutti i dati sanitari di una persona durante il ricovero: anamnesi, esami, diagnosi, terapie, decorso. Ha valore legale ed è coperta dal segreto professionale. L'OSS non legge né compila le sezioni che non sono di sua competenza; registra nei moduli previsti le proprie attività, con orario, chiarezza e sigla.
Il documento in cui l'infermiere registra la pianificazione e l'andamento dell'assistenza erogata a un paziente (osservazioni, parametri, interventi eseguiti). L'OSS in molte organizzazioni non scrive direttamente sulla cartella infermieristica, ma le sue osservazioni verbali durante la consegna di turno sono spesso ciò che l'infermiere poi trascrive: la precisione di quello che si riferisce ha quindi un peso reale sulla documentazione clinica.
La sequenza di anelli che permette a un'infezione di diffondersi: agente infettivo, serbatoio, via d'uscita, modalità di trasmissione, via d'ingresso e ospite suscettibile. Interrompere anche un solo anello, per esempio con l'igiene delle mani o l'isolamento, blocca la trasmissione.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Un tubicino inserito in vescica per drenare l'urina, collegato a una sacca di raccolta. Il posizionamento è infermieristico o medico; l'OSS collabora nella gestione quotidiana (svuotamento della sacca, igiene dei genitali e del punto di inserzione, mantenimento del circuito chiuso) e segnala perdite, arrossamenti o variazioni del colore/odore delle urine.
La bocca con denti, gengive, lingua e mucose. È l'inizio della digestione e una porta d'ingresso per i batteri: una scarsa igiene favorisce carie, mughetto e, nella persona fragile, infezioni polmonari da aspirazione. L'igiene del cavo orale (anche con protesi dentarie) è un compito quotidiano dell'assistenza di base.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD, FNOPI
Cura con farmaci che distruggono le cellule tumorali; colpisce anche cellule sane e può causare nausea, perdita di capelli, stanchezza, afte in bocca e abbassamento dei globuli bianchi. Chi la riceve è più esposto alle infezioni: igiene delle mani scrupolosa e attenzione all'igiene del cavo orale. Le eliminazioni possono richiedere precauzioni specifiche indicate dal reparto.
Fonte: Manuale MSD
Il Numero Unico di Emergenza europeo: la centrale smista la chiamata a soccorso sanitario, forze dell'ordine o vigili del fuoco (in alcune zone il 118 sanitario è ancora attivo). Nella chiamata si dicono con calma luogo preciso, cosa è successo, quante persone sono coinvolte e le condizioni della persona, senza riagganciare finché non lo dice l'operatore. In struttura si segue prima il protocollo interno.
Fonte: Ministero della Salute
Colorito bluastro di labbra, unghie o cute per scarsa ossigenazione del sangue. È un segno di allarme che indica un problema respiratorio o circolatorio importante: si chiama immediatamente l'infermiere. Nelle persone con pelle scura si osserva meglio su labbra, gengive e letto ungueale.
Fonte: Manuale MSD
Il percorso continuo del sangue nel corpo: la circolazione polmonare lo porta ai polmoni a caricarsi di ossigeno, la circolazione sistemica lo distribuisce a tutti gli organi e tessuti. Una circolazione ridotta, per esempio nell'immobilità, fa comparire mani e piedi freddi, gonfiore e cute più fragile.
Fonte: Manuale MSD
Malattia cronica in cui il tessuto sano del fegato è sostituito da tessuto cicatriziale, spesso per epatiti virali o alcol. Può causare ittero, addome gonfio, gonfiore alle gambe, facilità ai lividi e, nei casi gravi, confusione. Vanno riferiti cambiamenti di coscienza, sanguinamenti e vomito con sangue.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Batterio che può causare diarrea anche grave (colite) soprattutto dopo una terapia antibiotica, in persone anziane e ricoverate. Si trasmette per via oro-fecale attraverso mani e superfici contaminate; produce spore molto resistenti, che l'alcol non elimina. Per questo, nell'assistenza a un caso sospetto o accertato, oltre ai DPI è preferibile lavare le mani con acqua e sapone anziché usare solo il gel alcolico (secondo il protocollo della struttura), e le superfici si trattano con i disinfettanti indicati dal reparto (di norma a base di cloro).
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, CDC
La cistifellea: una piccola sacca sotto il fegato che raccoglie la bile e la libera nell'intestino dopo i pasti, per digerire i grassi. I calcoli della colecisti sono frequenti e possono provocare dolore forte all'addome in alto a destra, nausea e vomito: sintomi da riferire all'infermiere.
Fonte: Manuale MSD
L'intestino crasso: riassorbe acqua dal contenuto intestinale e forma le feci. Se il transito è lento le feci si disidratano e diventano dure (stipsi); se troppo rapido si ha diarrea. Frequenza, consistenza e aspetto delle feci vanno osservati e annotati, perché sono un indicatore importante dello stato di salute.
Fonte: Manuale MSD
La presenza di microrganismi su cute o mucose senza segni di malattia. Una persona colonizzata (per esempio da MRSA o da un batterio resistente) non è ammalata ma può trasmettere il microrganismo ad altri. Per questo, anche senza sintomi, si applicano le precauzioni indicate dal reparto.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
La catena di vertebre che va dal collo al bacino e protegge il midollo spinale. Ha curve naturali e il tratto lombare è quello più sollecitato quando si sollevano o si spostano pesi: è il punto in cui l'OSS rischia più spesso il mal di schiena da lavoro, per cui contano tecnica e ausili di movimentazione.
Fonte: Manuale MSD
Aumento pericoloso della temperatura corporea (oltre 40 °C) per l'esposizione a caldo eccessivo, con cute calda, confusione, malessere e, nei casi gravi, perdita di coscienza. Anziani e persone fragili sono più a rischio. Si sposta la persona in un luogo fresco, la si scopre, si raffredda con panni umidi e si chiama subito il 112/118.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, Manuale MSD
La coltura (o esame colturale) è l'analisi che fa crescere in laboratorio i microrganismi presenti in un campione (urine, sangue, ferita, tampone) per identificarli. L'antibiogramma verifica a quali antibiotici sono sensibili o resistenti, guidando la scelta della terapia.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
La logorante fatica emotiva che deriva dall'esposizione ripetuta alla sofferenza altrui (diversa dal burnout, che è legato più in generale al carico organizzativo del lavoro). Colpisce spesso chi assiste pazienti in condizioni gravi o terminali con continuità, ed è più frequente di quanto se ne parli nella professione OSS.
Approfondisci: Compassion fatigue: il dolore degli altri, non il lavoro →
Il periodo massimo durante il quale, in caso di malattia, il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto di lavoro. Nel CCNL Sanità Pubblica è di 18 mesi (sommando le assenze per malattia degli ultimi 3 anni), con retribuzione al 100% per i primi 9 mesi, al 90% dal 10° al 12° mese e al 50% dal 13° al 18°; durante l'assenza si è soggetti a visita fiscale con fasce di reperibilità 10-12 e 17-19. Nel privato o in altri comparti i valori possono essere diversi: va sempre verificato il CCNL applicato.
Fonte: CCNL Comparto Sanità Pubblica
Approfondisci: Malattia: certificato, visita fiscale e periodo di comporto →
Tutto ciò che si comunica a un assistito senza parole: tono di voce, espressione del viso, contatto visivo, il modo in cui si tocca la persona durante un'attività assistenziale. Con pazienti che non possono comunicare verbalmente (es. persone con demenza avanzata) diventa spesso il principale, se non l'unico, canale di relazione disponibile.
Approfondisci: Comunicazione non Verbale e Tocco nell'Assistenza OSS →
Apparecchio elettrico che ricava ossigeno dall'aria e lo eroga alla persona, usato soprattutto a domicilio e nelle strutture. Non richiede bombole ma funziona a corrente: si verificano cavi, filtro e posizione (lontano da fonti di calore) e si evitano prolunghe non idonee e fiamme libere. Il flusso è impostato da personale sanitario.
Fonte: Manuale MSD
Il passaggio di informazioni tra il personale che smonta e quello che inizia il turno successivo, su condizioni cliniche, eventi accaduti e cose da tenere d'occhio per ogni assistito. Una consegna incompleta o imprecisa può far perdere informazioni rilevanti per la continuità dell'assistenza: è uno dei momenti organizzativi più importanti della giornata lavorativa.
L'assenso che il paziente dà, dopo essere stato informato in modo comprensibile, prima di una procedura diagnostica o terapeutica. Raccoglierlo e spiegarne i contenuti clinici è competenza del medico (o dell'infermiere per gli atti di propria competenza); l'OSS non raccoglie consensi né fornisce informazioni cliniche, ma può supportare la comunicazione e riferire se percepisce che la persona non ha capito o è in difficoltà a esprimersi.
Approfondisci: Consenso Informato: Cosa Riguarda Davvero l'OSS →
Persona che ha avuto un'esposizione ravvicinata a un caso di malattia infettiva contagiosa, con caratteristiche di distanza e durata definite per ciascuna malattia. I contatti stretti possono essere monitorati, ricevere profilassi o vaccino e, per alcune malattie, restare a casa dal lavoro: le indicazioni vengono dalla sorveglianza sanitaria e dalla ASL.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità
L'uso di mezzi fisici (es. spondine, cinture) o farmacologici per limitare i movimenti di una persona, a scopo di sicurezza. È una misura eccezionale, non una prassi di comodo: richiede prescrizione medica, motivazione documentata e rivalutazione periodica. L'OSS non decide né applica autonomamente una contenzione, ma sorveglia la persona contenuta e segnala ogni disagio o necessità.
Approfondisci: Contenzione: cosa può (e non può) fare l'OSS →
Il professionista (un tempo detto caposala) responsabile dell'organizzazione dell'assistenza in un'unità: coordina infermieri e personale di supporto, cura turni, ferie, formazione e rapporti con gli altri servizi. È la figura a cui l'OSS si rivolge per questioni organizzative e per i problemi di carico di lavoro.
Fonte: FNOPI
Malattia respiratoria causata dal virus SARS-CoV-2, che si trasmette per via aerea (goccioline e aerosol) e, in misura minore, per contatto con superfici. Dal 2020 ha rafforzato le pratiche di igiene e prevenzione nelle strutture sanitarie. Le procedure di ingresso e le indicazioni su test, mascherine e isolamento sono definite dai protocolli e dalla valutazione del rischio della singola struttura.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità
Batteri intestinali (come Klebsiella pneumoniae) resistenti ai carbapenemi, antibiotici di riserva usati per infezioni gravi. Sono tra le principali minacce da antibiotico-resistenza negli ospedali. Le precauzioni da contatto, la sanificazione e il rispetto dei percorsi indicati dal reparto sono essenziali per limitarne la diffusione.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità
Il riconoscimento di esperienza lavorativa pregressa (es. come ADB, OSA o assistente familiare) che può ridurre le ore di un corso OSS o dare accesso a percorsi abbreviati, a discrezione della Regione che organizza il corso. Non è un automatismo: i criteri di riconoscimento variano da Regione a Regione.
Approfondisci: Credito formativo senza qualifica: come funziona →
Un episodio improvviso di alterata attività elettrica cerebrale, che può manifestarsi con convulsioni, perdita di coscienza o comportamenti automatici. Durante la crisi l'OSS protegge la persona da traumi (allontanando oggetti pericolosi, senza mai immobilizzarla con la forza né inserire nulla in bocca) e cronometra la durata, informazione utile per l'infermiere e il medico.
Approfondisci: Crisi Epilettica in Reparto: Cosa Fare e i 3 Errori Comuni →
L'organo muscolare che, contraendosi in modo ritmico, pompa il sangue in tutto il corpo. Ha quattro cavità (due atri e due ventricoli). L'OSS non valuta il cuore, ma rileva polso e pressione secondo il proprio ruolo e riconosce i segnali che vanno riferiti subito: dolore al torace, affanno improvviso, pallore, sudorazione fredda.
Fonte: Manuale MSD
Lavaggio, asciugatura accurata (tra le dita), idratazione della cute e controllo di arrossamenti, vesciche, ferite e unghie. Nelle persone con diabete o cattiva circolazione è una prevenzione essenziale: le unghie si tagliano dritte e solo se indicato, i calli non si trattano, calzature e calze devono essere comode. Ogni lesione va segnalata.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Assistenza globale a chi ha una malattia inguaribile e in fase avanzata, e alla sua famiglia, per controllare dolore e altri sintomi e sostenere la qualità della vita, sul piano fisico, psicologico e spirituale. Non significa smettere di curare. In Italia sono garantite dalla legge 38/2010, in hospice, a domicilio o in ospedale.
Fonte: Ministero della Salute, OMS
Il rivestimento del corpo, formato da epidermide (strato esterno), derma e ipoderma (tessuto sottocutaneo). Protegge dalle infezioni, regola la temperatura ed è la prima cosa che l'OSS osserva durante l'igiene: arrossamenti, secchezza, lesioni o macerazione vanno segnalati all'infermiere.
Fonte: Manuale MSD
Apparecchio che analizza il ritmo del cuore e, se serve, eroga una scarica elettrica per ripristinarlo in caso di arresto cardiaco. Guida con istruzioni vocali e può essere usato anche da persone non sanitarie; usarlo presto aumenta in modo importante le possibilità di sopravvivenza. Si affianca alla rianimazione cardiopolmonare e all'allarme al 112/118. Il corso BLSD ne insegna l'uso.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Il documento con cui una persona maggiorenne e capace indica in anticipo le proprie volontà su trattamenti sanitari, per il caso in cui perda la capacità di decidere (legge 219/2017). L'OSS non le raccoglie né le interpreta; rispetta la volontà della persona e, se un familiare le nomina o le mostra, lo riferisce all'équipe.
Fonte: Ministero della Salute
Il girello: telaio a quattro appoggi (o con ruote) che dà stabilità a chi cammina con difficoltà. Si spinge in avanti prima di muovere i piedi, la persona sta all'interno del telaio, con calzature chiuse e antiscivolo. L'OSS controlla che sia integro e regolato all'altezza indicata e affianca la persona nel cammino.
Fonte: Manuale MSD, FNOPI
Accompagnare a camminare chi ha bisogno di sostegno, con o senza ausilio. L'OSS si posiziona a fianco, dal lato più debole, e un po' dietro, con calzature chiuse e antiscivolo, ambiente libero da ostacoli e a passi della persona. Camminare regolarmente mantiene forza e circolazione; ogni malessere o vertigine interrompe l'esercizio.
Il passaggio di cibo e liquidi dalla bocca allo stomaco, in tre tempi (orale, faringeo, esofageo). Richiede il coordinamento di molti muscoli e nervi e può essere compromessa dopo un ictus o nelle demenze. Tosse durante i pasti, voce gorgogliante, pasti molto lunghi sono segnali di disfagia da riferire subito.
Fonte: Manuale MSD, FNOPI
Stato improvviso di confusione mentale, con alterazioni dell'attenzione, dell'orientamento e talvolta agitazione o sonnolenza, che si sviluppa in ore o giorni ed è spesso reversibile. Può essere causato da infezioni, disidratazione, dolore, farmaci o ricovero. È un'urgenza da riferire subito, non va scambiato per una demenza né considerato normale nell'anziano.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD, FNOPI
Sindrome che comporta un declino progressivo di memoria, orientamento, linguaggio e giudizio, fino a compromettere l'autonomia. Ne esistono più forme, la più frequente è la malattia di Alzheimer. L'assistenza si basa su routine stabili, ambiente tranquillo, comunicazione semplice e rispetto della persona, senza contraddirla né correggerla di continuo.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Disturbo dell'umore con tristezza persistente, perdita di interesse, stanchezza, disturbi del sonno e dell'appetito. Nell'anziano può manifestarsi con lamentele fisiche o isolamento. L'OSS osserva, ascolta con rispetto, incoraggia le attività e segnala all'infermiere ogni cambiamento del comportamento o pensieri di morte espressi dalla persona.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Malattia cronica caratterizzata da glicemia alta, per carenza di insulina (tipo 1) o per ridotta efficacia dell'insulina (tipo 2, il più frequente). Richiede alimentazione controllata e, secondo i casi, farmaci o insulina. Le complicanze colpiscono occhi, reni, nervi e circolazione; l'OSS presta attenzione a cute e piedi e riconosce i segni di ipo e iperglicemia.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, Manuale MSD
Il muscolo a forma di cupola sotto i polmoni che è il principale motore della respirazione: scendendo fa entrare aria, risalendo la fa uscire. Tenere la persona seduta o con il busto sollevato gli permette di lavorare meglio; da sdraiati, e con l'addome pieno, si respira con più fatica.
Fonte: Manuale MSD
Trattamento che depura il sangue dalle sostanze di scarto al posto dei reni, di solito tre volte a settimana. Nel braccio con la fistola (il collegamento fra arteria e vena) non si misura la pressione, non si fanno prelievi né si comprime il braccio. Dopo la seduta la persona può essere affaticata: si controllano il punto di puntura e i segni di sanguinamento.
Fonte: FNOPI
Lo strumento in cui si annotano le osservazioni e le attività di assistenza di ogni turno (alimentazione, evacuazioni, riposo, comportamento). Serve alla continuità fra i turni. Le annotazioni dell'OSS devono essere fedeli, con fatti osservati e non giudizi, e riportare l'ora e la firma.
Fonte: FNOPI
Emissione frequente di feci liquide o poco formate, di solito da infezione, farmaci o altre malattie intestinali. Il rischio principale è la disidratazione, soprattutto negli anziani. Si osservano numero e aspetto delle scariche, si favorisce l'idratazione e si protegge la cute; se è insorta durante o dopo un antibiotico o in più persone, si avvisa subito.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD, FNOPI
Regime alimentare prescritto per una malattia o condizione (per esempio povera di sale, per diabetici, per insufficienza renale, a consistenza modificata). L'OSS controlla che il vassoio corrisponda alla dieta indicata per quella persona, non scambia i pasti e riferisce se il cibo non viene assunto, perché rifiuti e avanzi contano per la valutazione nutrizionale.
Fonte: Ministero della Salute, Manuale MSD
Astensione dal cibo (e talvolta anche da bevande) per il tempo indicato prima di alcuni esami o di un intervento. Il cartello «a digiuno» va rispettato con attenzione: un pasto o una bevanda involontari possono far rinviare l'esame o comportare rischi. L'OSS non dà cibo né acqua senza verificare, e riferisce se l'assistito lo ha già assunto.
Fonte: Manuale MSD, FNOPI
Il percorso organizzato che accompagna una persona dall'ospedale al domicilio o a un'altra struttura, garantendo continuità dell'assistenza, ausili e servizi (ADI, riabilitazione, RSA). Richiede la collaborazione fra ospedale, territorio, famiglia e assistente sociale. Le informazioni di consegna aiutano a evitare rientri e complicanze.
La difficoltà a deglutire cibi o liquidi in sicurezza, con rischio di soffocamento o di inalazione nelle vie respiratorie (ab ingestis). L'OSS osserva segnali come tosse durante i pasti, voce "gorgogliante" dopo aver bevuto o rifiuto del cibo, e li segnala; non stabilisce la dieta né la consistenza degli alimenti, decise da medico, logopedista o dietista in base alla valutazione clinica.
Approfondisci: Alimentazione e Disfagia: Assistere in Sicurezza →
La perdita di liquidi corporei superiore a quanto viene reintegrato, molto frequente e spesso sottovalutata negli anziani (che possono avere uno stimolo della sete ridotto). Segni da osservare e riferire: secchezza delle mucose, confusione insorta di recente, riduzione della diuresi. L'OSS favorisce l'assunzione di liquidi nell'assistenza quotidiana, ma la correzione clinica (es. fleboclisi) è medico-infermieristica.
Approfondisci: Disidratazione negli anziani: i segnali prima della sete →
Sensazione di respiro corto o di fatica a respirare, sintomo di molte malattie di cuore e polmoni. La persona sta meglio seduta, con il busto sollevato e in un ambiente calmo e ventilato. Una dispnea improvvisa o che peggiora, soprattutto con dolore al petto, è un'emergenza da riferire subito.
Fonte: Manuale MSD
La quantità di urina prodotta in un dato periodo, di solito nelle 24 ore. Misurarla, insieme ai liquidi introdotti, permette di valutare il bilancio idrico. Una diuresi molto ridotta o assente, o al contrario molto aumentata, è un dato da riferire all'infermiere, che valuta come procedere.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, Manuale MSD
Esperienza sgradevole, fisica ed emotiva, soggettiva: esiste ciò che la persona dice di sentire. Chi non riesce a parlarne (demenza, afasia) lo esprime con smorfie, agitazione, rifiuto di muoversi o cambiamenti del comportamento. L'OSS lo osserva e lo riferisce sempre; la valutazione con apposite scale e la terapia sono di infermiere e medico.
Fonte: Ministero della Salute, Manuale MSD
Guanti, mascherine, camici, occhiali protettivi e altri dispositivi che proteggono l'operatore dal contatto con sangue, secrezioni o materiale infetto. Il tipo di DPI da usare dipende dalla procedura e dal tipo di precauzione richiesta (contatto, droplet, aerea); l'uso corretto è disciplinato dal D.Lgs 81/08 e dai protocolli aziendali di prevenzione delle infezioni.
Approfondisci: DPI e Igiene delle Mani: la Prima Prevenzione →
Accumulo di liquido nei tessuti, che si vede come gonfiore, tipicamente a piedi e caviglie, con la cute tesa e lucida. Può dipendere da problemi di cuore, reni, fegato o circolazione, oppure dall'immobilità. Si osserva la sede, se è da un solo lato e se peggiora, e si riferisce; se ne segue l'indicazione di sollevare le gambe.
Fonte: Manuale MSD
Occlusione di un'arteria del polmone, per lo più causata da un coagulo partito da una vena delle gambe. Segni: affanno improvviso, dolore toracico al respiro, tosse, battito accelerato, talvolta svenimento. È un'emergenza. L'immobilità prolungata è un fattore di rischio: la prevenzione include mobilizzazione precoce e calze o terapie indicate dal medico.
Fonte: Manuale MSD
Perdita completa (emiplegia) o parziale (emiparesi) della forza a una metà del corpo, di solito dopo un ictus. Nella vestizione si veste prima l'arto colpito e si evita di tirarlo. Nei trasferimenti e nella mobilizzazione l'operatore si posiziona dal lato colpito per offrire sostegno e sicurezza, favorendo il movimento verso il lato sano: l'obiettivo è preservare le capacità residue e prevenire dolore alla spalla e lesioni.
Fonte: Manuale MSD
Le due metà del cervello, destra e sinistra. Ciascun emisfero controlla in gran parte il lato opposto del corpo: un ictus a sinistra provoca quindi debolezza a destra e viceversa. Nella maggior parte delle persone l'emisfero sinistro governa anche il linguaggio, per cui un ictus a sinistra può causare difficoltà a parlare o a capire.
Fonte: Manuale MSD
La proteina contenuta nei globuli rossi che trasporta l'ossigeno nel sangue, dandogli il colore rosso. Se è bassa si parla di anemia: la persona appare pallida, stanca, con fiato corto e giramenti di testa. In questi casi alzarsi va fatto con gradualità e con supporto, per evitare svenimenti e cadute.
Fonte: Manuale MSD
Perdita di sangue da un vaso danneggiato, visibile all'esterno o interna. In caso di sanguinamento esterno si comprime direttamente la ferita con una garza pulita, senza togliere la garza se si inzuppa (si aggiunge altro materiale), si indossano guanti e si chiama subito aiuto. Un oggetto conficcato non si rimuove. Pallore, sudore freddo, polso rapido e confusione indicano una perdita importante.
Fonte: Manuale MSD, FNOPI
La parte del sistema nervoso contenuta nel cranio: cervello (i due emisferi), cervelletto e tronco encefalico. Controlla pensiero, memoria, movimento, sensibilità e funzioni vitali come respiro e battito. Cambi improvvisi di coscienza, parola o forza a un lato del corpo sono segni di allarme da riferire subito.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Infiammazione acuta del fegato causata dal virus dell'epatite A, che si trasmette per via oro-fecale, con acqua, alimenti o mani contaminate. Guarisce di solito senza cronicizzare. L'igiene accurata delle mani, soprattutto dopo il contatto con feci e prima dei pasti, è la difesa principale; esiste un vaccino.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità
Infezione del fegato causata dal virus HBV, che si trasmette attraverso sangue e altri liquidi biologici (per esempio da punture con aghi o contatto con ferite). Può diventare cronica. Per gli operatori sanitari la vaccinazione è raccomandata ed è la protezione più efficace; le precauzioni standard e la prevenzione delle punture accidentali completano la difesa.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, Manuale MSD
Infezione del fegato causata dal virus HCV, che si trasmette soprattutto tramite il sangue. Spesso è silente per anni e può portare a cirrosi. Non esiste un vaccino, ma oggi è curabile nella maggior parte dei casi con farmaci antivirali. Per l'operatore, il rischio principale è la puntura accidentale con materiale contaminato.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute
Enzimi prodotti da alcuni batteri intestinali (come Escherichia coli e Klebsiella) che li rendono resistenti a molti antibiotici, comprese diverse penicilline e cefalosporine. Le persone colonizzate possono non avere sintomi. La diffusione avviene per contatto, quindi valgono igiene delle mani e precauzioni indicate dalla struttura.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Batterio normalmente presente nell'intestino. Alcuni ceppi causano gastroenteriti; fuori dall'intestino è la causa più comune di infezioni delle vie urinarie. La corretta igiene perineale (dall'avanti all'indietro) e la cura del catetere riducono il rischio di infezione urinaria.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Il tubo muscolare che porta il cibo dalla gola allo stomaco. Nella persona che mangia da seduta il transito è aiutato dalla gravità: per questo, dopo il pasto, si mantiene la posizione seduta o semiseduta per un po' di tempo, per limitare il rigurgito del contenuto dello stomaco.
Fonte: Manuale MSD
L'evento avverso è un incidente che causa un danno alla persona assistita (una caduta, un errore di somministrazione); il near miss è un «quasi incidente» evitato per poco. Segnalare entrambi, con gli strumenti previsti dalla struttura (incident reporting), non serve a cercare colpevoli ma a capire cosa correggere per non ripeterli.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, FNOPI
Il gruppo di professionisti con competenze diverse (medico, infermiere, OSS, fisioterapista, assistente sociale, e altri secondo il contesto) che collabora sulla stessa persona assistita, ciascuno nel proprio ambito di competenza. La comunicazione tra i membri dell'équipe — non solo la competenza individuale — è ciò che rende l'assistenza davvero coordinata.
Aumento della temperatura corporea oltre i valori normali, in genere considerata tale da circa 37,5 °C per la misura ascellare, spesso segno di un'infezione. Nell'anziano può mancare o essere modesta anche con infezioni gravi. Si rileva la temperatura, si segnala all'infermiere, si favorisce l'idratazione e si evita di coprire troppo la persona.
Fonte: Manuale MSD, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù
La ghiandola più grande del corpo, a destra sotto le costole: produce la bile, trasforma e depura le sostanze assunte (farmaci compresi) e regola molti nutrienti. Nelle malattie del fegato la pelle e il bianco degli occhi possono diventare gialli (ittero) e l'addome gonfiarsi; entrambi i segni vanno riferiti.
Fonte: Manuale MSD
L'osso lungo della coscia, il più grande del corpo. La sua estremità superiore (collo del femore) è la sede più frequente di frattura nell'anziano, spesso dopo una caduta: dopo l'intervento la mobilizzazione segue le indicazioni di ortopedico e fisioterapista, che dicono quali movimenti sono vietati e quanto peso si può caricare.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Il periodo di riposo retribuito annuale, diritto irrinunciabile che non può essere convertito in denaro durante il rapporto di lavoro (nel pubblico impiego il pagamento delle ferie non godute alla cessazione è vietato, con eccezioni quando la mancata fruizione non dipende dal lavoratore). Nel CCNL Sanità Pubblica, con settimana lavorativa su 5 giorni spettano 26 giorni nei primi 3 anni di servizio (28 dopo); su 6 giorni sono 30 (32 dopo). A tutti spettano inoltre 4 giornate di festività soppresse ogni anno. Contratti diversi (privato, RSA) possono prevedere quantità differenti.
Fonte: CCNL Comparto Sanità Pubblica
Approfondisci: Ferie OSS: quanti giorni spettano (26, 28, 30 o 32) →
Aritmia frequente negli anziani in cui gli atri del cuore si contraggono in modo disordinato, con battito irregolare e spesso rapido. Aumenta il rischio di ictus: molte persone assumono anticoagulanti, che vanno presi con regolarità e comportano maggior rischio di sanguinamento. Palpitazioni, vertigini o polso irregolare vanno riferiti.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, Manuale MSD
Professionista sanitario che valuta e cura i disturbi del movimento e della funzione con esercizi e tecniche riabilitative. Stabilisce le modalità di mobilizzazione, gli ausili e i carichi consentiti dopo interventi e traumi: le sue indicazioni guidano l'OSS nelle mobilizzazioni e nei trasferimenti quotidiani.
Comparsa di più casi collegati della stessa infezione in uno stesso luogo e periodo, come un reparto o una RSA (per esempio norovirus, scabbia, influenza). Quando si nota più di un assistito con gli stessi sintomi, l'OSS lo riferisce subito: un intervento rapido limita la diffusione.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Lo strumento con cui si ascoltano i suoni del corpo (cuore, polmoni, intestino, e i toni per la misura manuale della pressione). L'OSS lo usa nella misurazione della pressione con lo sfigmomanometro manuale; l'auscultazione clinica di cuore e polmoni è un atto sanitario di competenza di medico e infermiere.
Fonte: Manuale MSD, FNOPI
Rottura dell'estremità superiore del femore, spesso conseguenza di una caduta nell'anziano, di solito trattata con un intervento chirurgico. Dopo l'operazione si recupera con la riabilitazione precoce. Posizioni e movimenti vietati (per esempio incrociare le gambe) sono indicati da ortopedico e fisioterapista e vanno rispettati nelle mobilizzazioni.
Fonte: Manuale MSD
Il numero di battiti del cuore in un minuto. Nell'adulto a riposo i valori tipici vanno da circa 60 a 100 battiti al minuto; si alza con sforzo, febbre, dolore o emozioni. Un battito molto lento, molto veloce o irregolare, soprattutto se accompagnato da malessere, va riferito subito all'infermiere.
Fonte: Manuale MSD
Il numero di atti respiratori in un minuto, che si conta osservando il sollevarsi del torace. Nell'adulto a riposo è di circa 12-20 atti al minuto. Una frequenza aumentata è uno dei primi segnali di peggioramento clinico e va riferita subito all'infermiere, anche se la persona non si lamenta.
Fonte: Manuale MSD
Infiammazione di stomaco e intestino, di solito infettiva (virus, batteri, parassiti), con diarrea, vomito, crampi e talvolta febbre. Il rischio principale è la disidratazione, soprattutto in anziani e bambini. Si osservano scariche, liquidi assunti e segni di disidratazione, e si applicano le precauzioni da contatto indicate.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
La misurazione del glucosio nel sangue tramite una goccia prelevata dal polpastrello con il glucometro. In molte organizzazioni l'OSS può eseguirla su specifica attribuzione e pianificazione dell'infermiere, non in autonomia generale: verifica sempre cosa prevede il protocollo della tua struttura.
Approfondisci: Diabete: cosa osservare prima, durante e dopo i pasti →
Le cellule del sangue che difendono l'organismo da infezioni e corpi estranei (leucociti). Aumentano in caso di infezione e possono diminuire drasticamente con alcune cure, come la chemioterapia: chi ha pochi globuli bianchi è molto esposto alle infezioni, e le precauzioni igieniche dell'operatore diventano ancora più importanti.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Riattivazione del virus della varicella che resta latente nei nervi: compaiono vescicole dolorose lungo una fascia della pelle, di solito su un lato del corpo. Il liquido delle vescicole può trasmettere la varicella a chi non l'ha mai avuta né è vaccinato; le lesioni vanno coperte e si adottano precauzioni indicate dal reparto.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, CDC
L'HIV è un virus che attacca il sistema immunitario; l'AIDS è lo stadio avanzato della malattia. Si trasmette con sangue, rapporti sessuali non protetti e dalla madre al figlio, non con abbracci, stretta di mano, condivisione di stoviglie o assistenza quotidiana. Le terapie attuali permettono una vita normale; per le esposizioni professionali esiste la profilassi post-esposizione, da attivare subito.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità
Una struttura dedicata alle cure palliative per persone con malattie inguaribili in fase avanzata, dove l'obiettivo dell'assistenza è la qualità della vita e il controllo del dolore e degli altri sintomi, non la guarigione. Il lavoro dell'OSS in questo contesto richiede competenza tecnica e una gestione della relazione con la persona morente e con i familiari particolarmente delicata.
Approfondisci: Presenza nel Fine Vita: L'OSS Oltre la Tecnica →
Interruzione improvvisa del flusso di sangue a una parte del cervello, per un'occlusione di un'arteria (ischemico, il più frequente) o per una rottura (emorragico). Segni tipici: bocca storta, debolezza o formicolio a un lato del corpo, difficoltà a parlare o a capire, disturbi della vista. È un'emergenza: si chiama subito il 112/118 e si annota l'orario di comparsa dei sintomi.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, Manuale MSD
La pulizia di denti, gengive, lingua e protesi almeno due volte al giorno, con spazzolino morbido, o con tamponi per chi non collabora. Le protesi si tolgono, si spazzolano e si conservano in un contenitore asciutto o in acqua secondo indicazione. Nella persona poco cosciente si opera con la testa girata di lato per evitare l'aspirazione. Lesioni, placche o sanguinamenti si segnalano.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD, FNOPI
L'insieme delle manovre di igiene personale (bagno a letto, igiene del cavo orale, cambio della biancheria) eseguite quando l'assistito non può recarsi autonomamente in bagno. Richiede tecnica specifica per garantire sicurezza, dignità e prevenzione delle lesioni da pressione durante gli spostamenti necessari.
Approfondisci: Igiene e Bagno a Letto: la Procedura Passo Passo →
La misura più efficace per prevenire le infezioni correlate all'assistenza. L'OMS indica cinque momenti: prima del contatto con la persona, prima di una procedura pulita o asettica, dopo il rischio di esposizione a liquidi biologici, dopo il contatto con la persona, dopo il contatto con l'ambiente circostante. Si usa la soluzione alcolica sulle mani non visibilmente sporche, acqua e sapone se sono sporche e, secondo il protocollo della struttura, nell'assistenza a casi di Clostridioides difficile e norovirus.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, Manuale MSD
La pulizia della zona genitale e anale, da eseguire con guanti, sempre dall'avanti all'indietro, per non portare i batteri dell'intestino verso l'uretra. Si asciuga con cura e si protegge la cute con i prodotti indicati. Si fa al mattino e a ogni cambio; deve avvenire in un ambiente riservato, spiegando ogni passaggio alla persona.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD, FNOPI
La perdita involontaria di urine e/o feci. La gestione quotidiana (cambio, igiene intima, prevenzione delle irritazioni cutanee) è tra i compiti assistenziali più frequenti dell'OSS, mentre l'inquadramento clinico delle cause (es. infezioni, problemi neurologici) spetta al medico. Una cura igienica scrupolosa è anche la principale prevenzione delle lesioni da pressione nella persona incontinente.
Approfondisci: Gestione dell'Incontinenza: Cura della Pelle e Dignità →
Somme aggiuntive alla retribuzione base, riconosciute per condizioni particolari di lavoro: turno notturno, festivo, rischio, reperibilità, tra le altre. Importi e condizioni di erogazione sono stabiliti dal CCNL applicato e possono variare in modo significativo tra sanità pubblica, privata e assistenza domiciliare.
Morte di una parte del muscolo cardiaco per occlusione di un'arteria coronaria. Segni: dolore o peso al centro del petto che può irradiarsi a braccio, mandibola o schiena, sudorazione fredda, nausea, affanno, senso di morte imminente; nelle donne e negli anziani può essere meno tipico. È un'emergenza: si chiama subito il 112/118 e si resta con la persona.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Professionista sanitario laureato e iscritto all'albo che pianifica, gestisce e valuta l'assistenza infermieristica. È il riferimento diretto dell'OSS: a lui si riferiscono osservazioni, anomalie e dubbi. L'OSS collabora alle attività assistenziali, ma non svolge atti propri dell'infermiere e non sostituisce la sua valutazione.
Fonte: FNOPI
Infezione di vescica, uretra o reni, tra le più frequenti in assistenza; il catetere vescicale è uno dei principali fattori di rischio. Segni: bruciore, urgenza, urine torbide o maleodoranti, febbre, e negli anziani anche confusione improvvisa. Igiene perineale corretta, idratazione e cura della sacca prevengono molti casi.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Infezioni che una persona contrae durante o a causa di un intervento assistenziale, in ospedale, in RSA o a domicilio. Sono tra le complicanze più frequenti dell'assistenza e in buona parte prevenibili. L'igiene delle mani, il corretto uso dei DPI, la sanificazione e la corretta gestione igienica della persona con dispositivi (con segnalazione tempestiva all'infermiere) sono il contributo diretto dell'OSS.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, FNOPI
Infezione respiratoria virale stagionale con febbre, dolori muscolari, tosse e spossatezza. Si trasmette con le goccioline respiratorie e per contatto. Negli anziani può complicarsi con polmonite. La vaccinazione annuale è raccomandata agli operatori sanitari e alle persone fragili; mascherina e igiene delle mani proteggono chi assiste.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute
Ridotta capacità dei reni di filtrare il sangue, acuta (improvvisa) o cronica (progressiva). Provoca ritenzione di liquidi, gonfiore, stanchezza, nausea e alterazioni degli esami. Spesso richiede limiti a liquidi e cibi, che l'OSS rispetta con precisione, e nelle fasi avanzate la dialisi.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Condizione in cui i polmoni non riescono a fornire abbastanza ossigeno al sangue o a eliminare l'anidride carbonica. Segni: affanno, respiro veloce, uso dei muscoli del collo, colorito bluastro (cianosi), confusione o sonnolenza. Il peggioramento del respiro va riferito subito e non aspettato.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
L'ormone prodotto dal pancreas che permette alle cellule di usare il glucosio e quindi abbassa la glicemia. Nel diabete può mancare o non funzionare e viene somministrata come farmaco. L'OSS non somministra insulina né ne decide la dose, ma riconosce e riferisce subito i segni di ipoglicemia (sudore freddo, tremori, confusione) e di iperglicemia.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, Manuale MSD
Il tratto lungo alcuni metri che segue lo stomaco: qui avviene la maggior parte della digestione e dell'assorbimento dei nutrienti. Vi arrivano anche bile e succhi del pancreas. Diarrea e malassorbimento possono portare a perdita di liquidi e peso: si osserva e si segnala la comparsa di scariche frequenti.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Glicemia più alta del normale, frequente nel diabete mal controllato o durante una malattia. Sintomi: sete intensa, urine abbondanti, stanchezza, visione offuscata; se molto alta può portare a sonnolenza e confusione. L'OSS riferisce sintomi e valori di glicemia capillare rilevati secondo protocollo e non modifica mai dieta o terapia da solo.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Pressione del sangue stabilmente elevata, condizione molto frequente che di solito non dà sintomi e aumenta il rischio di ictus, infarto e danni ai reni. È diagnosticata da un medico su più misurazioni. L'OSS misura la pressione quando previsto e riferisce valori fuori dall'intervallo indicato per la persona o sintomi come mal di testa forte e disturbi della vista.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD, FNOPI
Abbassamento eccessivo della glicemia, tipico di chi assume insulina o alcuni farmaci antidiabetici. Segni: sudore freddo, tremori, fame improvvisa, pallore, irritabilità, confusione, fino alla perdita di coscienza. È un'urgenza: l'OSS non lascia sola la persona, avvisa subito l'infermiere e segue le istruzioni ricevute, senza dare cibo o bevande a chi è confuso o poco cosciente.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Un calo della pressione arteriosa che si verifica passando dalla posizione sdraiata o seduta a quella eretta, con rischio di capogiro o caduta. È una causa frequente di cadute negli anziani: l'OSS assiste l'alzata graduale della persona e segnala vertigini o instabilità riferite durante il passaggio di posizione.
Approfondisci: Ipotensione Ortostatica: Cosa Fa Davvero l'OSS →
Precauzioni per le infezioni che restano sospese nell'aria in particelle sottilissime (tubercolosi polmonare, morbillo, varicella): stanza singola con porta chiusa e, quando disponibile, a pressione negativa, e respiratore FFP2/FFP3 per chi entra. Il personale non immune non deve assistere i casi di morbillo o varicella.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, CDC
Precauzioni per i microrganismi che si trasmettono toccando la persona o l'ambiente (come MRSA, Clostridioides difficile, scabbia): guanti e camice monouso per l'assistenza, materiale dedicato, igiene delle mani prima e dopo, stanza singola quando possibile. Cartello alla porta e istruzioni vengono dal reparto.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, FNOPI
Precauzioni per le infezioni trasmesse dalle goccioline respiratorie emesse tossendo o starnutendo (per esempio influenza e alcune meningiti): mascherina chirurgica entro circa un metro dalla persona, stanza singola, mascherina anche alla persona quando esce dalla stanza. Le regole precise le stabilisce il reparto.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Una categorizzazione che riconosce la particolare gravosità di alcune mansioni (tipicamente il lavoro notturno continuativo) ai fini dell'accesso a un pensionamento anticipato rispetto ai requisiti ordinari. I requisiti esatti (numero di notti annue, anni di svolgimento) sono definiti dalla normativa INPS e vanno verificati caso per caso con un patronato o consulente previdenziale.
Approfondisci: Pensione anticipata col lavoro notturno: cosa dice la legge →
Batterio che vive nell'acqua, anche in impianti idrici e docce di strutture, e causa una polmonite (legionellosi) quando si inalano gocce d'acqua contaminate. Non si trasmette da persona a persona. La prevenzione riguarda la gestione degli impianti; l'OSS segnala febbre alta, tosse e malessere importanti.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, Manuale MSD
Un danno alla pelle e ai tessuti sottostanti causato da pressione prolungata (da sola o combinata a sfregamento), tipico di chi resta a lungo allettato o seduto senza cambi di posizione — il vecchio nome è "piaga da decubito". Si classifica in stadi di gravità crescente (dal semplice arrossamento che non scompare alla pressione, fino all'esposizione di osso o muscolo). L'OSS partecipa alla prevenzione (cambi posturali, igiene, materassi/cuscini antidecubito, osservazione della cute) e segnala tempestivamente ogni arrossamento persistente o lesione: la stadiazione clinica e il piano di medicazione restano di competenza infermieristica e medica.
Approfondisci: Prevenzione delle Lesioni da Pressione: la Guida OSS →
Letto, spesso elettrico, con schienale, poggiagambe e altezza regolabili. Portarlo ad altezza di lavoro protegge la schiena dell'operatore; sollevare lo schienale aiuta a mangiare e a respirare. Alla fine si riporta il letto alla posizione bassa e con i freni inseriti. Le sponde sono un dispositivo di contenzione e si usano solo se prescritte.
Fonte: Manuale MSD, FNOPI
Il livello di inquadramento contrattuale tipicamente attribuito all'OSS nei principali CCNL del comparto sanità (pubblico e privato), a cui corrispondono un trattamento economico e uno sviluppo di carriera specifici. L'inquadramento esatto e gli scatti dipendono dal CCNL applicato (che non è identico tra sanità pubblica, privata e RSA) e vanno verificati sul proprio contratto.
Ricovero per persone che, superata la fase acuta, hanno bisogno di cure mediche e assistenza per un periodo prolungato, anche per completare la riabilitazione. Sono reparti con molta assistenza di base: mobilizzazione, igiene, nutrizione e prevenzione delle complicanze da immobilità pesano sul lavoro dell'OSS.
Fonte: Ministero della Salute, Treccani
Malattia infettiva per la quale il medico che la diagnostica è tenuto a segnalare il caso alle autorità sanitarie (ASL) entro tempi stabiliti, per attivare sorveglianza e misure di prevenzione. Ne fanno parte, per esempio, tubercolosi, meningite batterica e morbillo. La notifica non spetta all'OSS.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute
La forma più comune di demenza: una malattia cerebrale progressiva che parte di solito da difficoltà a ricordare fatti recenti e col tempo altera linguaggio, orientamento e autonomia nelle attività quotidiane. Le fasi di agitazione, il vagabondaggio e le difficoltà a mangiare richiedono osservazione, pazienza e sicurezza dell'ambiente.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, Manuale MSD
Malattia neurologica cronica che provoca tremore a riposo, rigidità e lentezza dei movimenti, con passi corti e rischio di cadute. L'orario delle terapie è importante per la qualità del movimento. L'OSS lascia il tempo per muoversi, favorisce l'autonomia, previene le cadute e segnala peggioramenti della deglutizione.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Una patologia causata in modo diretto e riconosciuto dalle condizioni di lavoro nel tempo (es. problemi alla schiena da movimentazione manuale ripetuta di pazienti), da distinguere dall'infortunio (evento improvviso e circoscritto). Il riconoscimento e l'eventuale indennizzo sono gestiti dall'INAIL, su domanda documentata dal lavoratore.
Approfondisci: Mal di schiena da lavoro: malattia professionale OSS e INAIL →
La malnutrizione che si sviluppa o si aggrava durante un ricovero, spesso perché il paziente mangia meno di quanto viene servito e nessuno se ne accorge in tempo. L'OSS è spesso la persona che osserva più da vicino quanto cibo viene realmente consumato ai pasti: segnalare un'inappetenza persistente è un contributo concreto alla prevenzione.
Approfondisci: Malnutrizione ospedaliera: il problema nascosto in corsia →
Una serie di compressioni addominali dal basso verso l'alto, usate per liberare le vie aeree di una persona cosciente che sta soffocando per ostruzione completa (non riesce più a tossire, parlare o respirare). Va eseguita solo quando l'ostruzione è totale: se la persona tossisce ancora efficacemente, va incoraggiata a tossire, non interrotta con la manovra.
Approfondisci: Il Paziente si Sta Soffocando: Heimlich Spiegato per l'OSS →
Il documento che elenca in modo dettagliato i compiti attribuiti a un profilo professionale. Per l'OSS non esiste un mansionario nazionale unico e rigido come per altre professioni sanitarie: le competenze sono definite dal profilo professionale (Accordo Stato-Regioni) e poi declinate concretamente dall'organizzazione aziendale e dall'attribuzione dell'infermiere responsabile dell'assistenza.
Superficie speciale che riduce la pressione sui punti di appoggio del corpo per prevenire o curare le lesioni da pressione. Può essere statico (in schiuma o gel) oppure dinamico, con celle d'aria che si gonfiano alternandosi. Non sostituisce il cambio di posizione: la scelta è dell'équipe, l'OSS ne controlla il funzionamento e segnala allarmi e guasti.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Il rinnovo di una copertura su una ferita non complicata (già pulita e senza segni di complicanza), che in alcune organizzazioni l'OSS può eseguire su specifica attribuzione infermieristica. La valutazione della ferita, la scelta del materiale di medicazione e la gestione di ferite complesse restano competenza infermieristica.
Infiammazione delle meningi, le membrane che rivestono cervello e midollo, causata da virus o batteri. Le forme batteriche (come quella meningococcica) sono gravi e possono richiedere isolamento respiratorio e profilassi per i contatti stretti. Febbre alta, mal di testa forte, rigidità del collo e confusione sono segni di emergenza.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
L'insieme delle trasformazioni chimiche con cui il corpo ricava energia dal cibo e costruisce le proprie strutture. Con l'età e con l'immobilità rallenta e i fabbisogni cambiano: un'alimentazione adeguata e un'idratazione regolare sono importanti proprio nella persona fragile, che spesso mangia poco.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Il cordone di tessuto nervoso, protetto dalla colonna vertebrale, che trasmette i messaggi fra encefalo e il resto del corpo. Una lesione può provocare perdita di movimento e sensibilità sotto il livello del danno: nelle persone con lesione midollare la mobilizzazione e la cura della cute richiedono particolare attenzione, secondo le indicazioni del team.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD, FNOPI
L'atto di svuotare la vescica. Difficoltà a urinare, urgenza, bruciore, perdite o minzioni molto frequenti di notte sono disturbi comuni nell'anziano e vanno segnalati. Accompagnare la persona al bagno a orari regolari e rispettare la sua privacy aiuta a mantenere l'autonomia e la dignità.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Due forme di vessazione lavorativa riconosciute legalmente: il mobbing consiste in comportamenti ostili ripetuti e continuativi nel tempo, lo straining è invece anche un'unica azione ostile che produce un effetto duraturo e discriminante sulla persona, pur senza la ripetitività tipica del mobbing. La distinzione conta ai fini del riconoscimento legale della situazione subita.
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L'insieme delle manovre per spostare, girare o far cambiare posizione a una persona che non può farlo da sola, in sicurezza per l'assistito e per l'operatore. Comprende i trasferimenti letto-carrozzina, i cambi posturali e l'uso di ausili come il sollevatore o il telo ad alto scorrimento. È una delle attività più fisicamente rischiose per l'OSS se eseguita senza tecnica corretta.
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Malattia virale tra le più contagiose, con febbre alta, tosse, congiuntivite ed eruzione cutanea. Si trasmette per via aerea e il virus può restare nell'aria di una stanza per un tempo prolungato. Si previene con il vaccino: la protezione degli operatori sanitari è importante per non contagiare i pazienti fragili.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità
La normativa sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs 81/08) chiama così anche lo spostamento manuale di pazienti, non solo di oggetti, perché comporta rischi analoghi per la schiena dell'operatore. Per questo la formazione OSS include tecniche specifiche di movimentazione e l'uso di ausili meccanici quando disponibili. È una delle principali cause di infortunio e malattia professionale nella categoria.
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Ceppo di stafilococco dorato resistente a diversi antibiotici comuni. Può colonizzare cute e naso senza dare sintomi, oppure causare infezioni di ferite, polmoni o sangue. Si trasmette soprattutto per contatto, in gran parte tramite le mani degli operatori: igiene delle mani e precauzioni da contatto indicate dal reparto sono le misure principali.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, FNOPI
Le membrane umide che rivestono le cavità interne a contatto con l'esterno: bocca, naso, occhi, vie genitali e urinarie, intestino. Sono più delicate e più permeabili della cute; durante l'igiene del cavo orale o perineale l'OSS le osserva e segnala secchezza, arrossamenti, placche o lesioni.
Fonte: Manuale MSD, FNOPI
I muscoli che, attaccati alle ossa, producono il movimento volontario. Con l'immobilità prolungata si indeboliscono e si riducono (atrofia): per questo, dove il piano assistenziale lo prevede, si incoraggiano i movimenti attivi e la mobilizzazione precoce anche nella persona allettata.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD, FNOPI
Due strumenti di screening usati per individuare il rischio di malnutrizione: il MUST è più generale, il MNA è pensato per la popolazione anziana. Si basano su peso, altezza, calo ponderale recente e riduzione dell'appetito. La compilazione e l'interpretazione del punteggio sono infermieristiche o mediche; l'OSS contribuisce osservando e riferendo quanto il paziente mangia realmente e se ha difficoltà ad alimentarsi.
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Sintomi frequenti e aspecifici: possono dipendere da infezioni, farmaci, dolore, malattie dell'apparato digerente o del sistema nervoso. Durante il vomito si tiene la persona con la testa girata di lato per evitare l'inalazione, si offre risciacquo della bocca e si riferiscono quantità, aspetto (sangue, aspetto scuro) e frequenza.
Fonte: Manuale MSD
I nervi che collegano il sistema nervoso centrale a muscoli, cute e organi. Portano gli stimoli sensitivi (tatto, dolore, caldo e freddo) e i comandi motori. Quando funzionano male, per esempio nel diabete, la persona può non accorgersi di lesioni ai piedi o di una scottatura: da qui l'attenzione alla temperatura dell'acqua e al controllo dei piedi.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, Manuale MSD
Condizione di chi non riesce a svolgere da solo, in tutto o in parte, le attività della vita quotidiana (ADL e IADL) e ha bisogno di aiuto continuativo. La valutazione multidimensionale dell'autonomia determina l'accesso a servizi e prestazioni come assistenza domiciliare, centri diurni e RSA.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, Manuale MSD
Virus molto contagioso che causa gastroenterite con vomito e diarrea improvvisi. Provoca frequenti focolai in ospedali e strutture per anziani. Si trasmette per contatto, superfici contaminate e goccioline del vomito; l'alcol gel è poco efficace, quindi si lavano le mani con acqua e sapone e le superfici si trattano con i prodotti indicati dal reparto.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, CDC, NIH
La capacità dell'organismo di mantenere costanti i parametri interni, come temperatura, pressione, glicemia e livello di acqua e sali, nonostante i cambiamenti esterni. Quando la malattia o la fragilità la mettono in crisi, i parametri vitali si alterano: rilevarli con regolarità serve a cogliere presto quando l'equilibrio si spezza.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute
Vista, udito, tatto, gusto e olfatto: ci permettono di percepire l'ambiente. Con l'età si riducono (presbiopia, presbiacusia) e questo isola, confonde e aumenta il rischio di cadute. Occhiali e apparecchi acustici sono ausili da tenere puliti, funzionanti e sempre a portata di mano dell'assistito.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD, FNOPI
Una qualifica regionale, antecedente alla nascita dell'OSS, orientata soprattutto all'assistenza sociale (non sanitaria) della persona. Il percorso di equiparazione o riqualificazione verso il profilo OSS dipende dalla normativa regionale e dai crediti formativi riconosciuti caso per caso.
La somministrazione di ossigeno come terapia, con occhialini nasali, maschera o altri sistemi, sempre su prescrizione medica con flusso e durata stabiliti. L'OSS non regola né modifica il flusso: controlla che i presidi siano in posizione, la persona stia bene, non ci siano fiamme libere, e riferisce difficoltà respiratorie o tubi scollegati.
Fonte: Manuale MSD
Riduzione della densità e della resistenza delle ossa, che diventano fragili e si fratturano con traumi lievi, soprattutto vertebre, polso e femore. È frequente nelle donne dopo la menopausa e negli anziani. Movimentazione delicata, prevenzione delle cadute e ambiente sicuro sono misure fondamentali.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, Manuale MSD
Una figura professionale precedente all'OSS, istituita negli anni '90, con competenze più limitate (soprattutto di supporto alberghiero e igienico) e senza le competenze socio-assistenziali integrate introdotte poi dall'OSS nel 2001. Chi possiede ancora questo titolo lavora tipicamente con un inquadramento diverso da quello OSS, salvo riqualificazione.
Gli ausili per eliminare a letto: la padella per feci e urina, il pappagallo (urinale) per l'urina, soprattutto degli uomini. Si usano con guanti, rispettando la privacy, poi si svuotano, si lavano e si disinfettano secondo protocollo. Consentire l'uso del bagno o della comoda ogni volta che è possibile mantiene dignità e autonomia.
Fonte: Manuale MSD, FNOPI
Il documento che definisce gli obiettivi e le modalità di assistenza per una specifica persona (frequente soprattutto in RSA e assistenza domiciliare), costruito dall'équipe multidisciplinare in base ai bisogni individuati. L'OSS contribuisce con le proprie osservazioni quotidiane e applica nella pratica quanto stabilito nel piano, in particolare per le attività di vita quotidiana e la mobilizzazione.
La ghiandola dietro lo stomaco con due funzioni: produce enzimi che digeriscono il cibo e ormoni, tra cui l'insulina, che regolano la glicemia. Quando la produzione di insulina è insufficiente o non funziona, si sviluppa il diabete, condizione molto frequente fra le persone assistite.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, Manuale MSD
Le misurazioni di base dello stato fisiologico di una persona: pressione arteriosa, frequenza cardiaca, frequenza respiratoria, temperatura corporea e saturazione di ossigeno. L'OSS può rilevarli su indicazione e attribuzione dell'infermiere (la formazione OSS include l'addestramento a questa rilevazione), ma l'interpretazione clinica dei valori resta di competenza infermieristica e medica.
Infestazione da pidocchi (del capo, del corpo o del pube), che causa prurito. Si trasmette per contatto diretto e, più raramente, attraverso oggetti personali come pettini e cappelli. In caso di sospetto si avvisa l'infermiere, che dispone il trattamento; biancheria e oggetti personali si gestiscono secondo il protocollo.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità
Una via di accesso diretta allo stomaco attraverso la parete addominale, creata endoscopicamente, usata per la nutrizione enterale a lungo termine quando la persona non può alimentarsi per bocca in sicurezza. L'OSS collabora nell'assistenza generale e nell'igiene dello stoma, ma la gestione della nutrizione, la sorveglianza clinica e la risoluzione di eventuali complicanze restano di competenza infermieristica e medica.
Approfondisci: Nutrizione enterale SNG e PEG: competenza dell'OSS →
Il tempo che passa tra il contagio e la comparsa dei primi sintomi; varia molto tra le malattie, da poche ore (come nelle gastroenteriti da norovirus) a settimane o più. Si può essere contagiosi già durante questa fase: da qui l'importanza di applicare le precauzioni standard sempre.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù
L'insieme dei movimenti ondulatori dei muscoli lungo l'apparato digerente che spingono avanti il cibo e poi le feci. Si riduce con l'immobilità, alcuni farmaci e la scarsa idratazione, favorendo la stipsi: per questo movimento, liquidi e alimentazione con fibre sono parte dell'assistenza quotidiana.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD, FNOPI
Ore o giornate di assenza dal lavoro, retribuite, riconosciute per motivi specifici previsti dal CCNL o dalla legge (es. permessi per lutto, per motivi personali, permessi ex Legge 104). Il numero di ore/giorni e le condizioni di utilizzo variano in base al contratto applicato e alla situazione personale del lavoratore.
Approfondisci: Permessi retribuiti OSS: Legge 104 e motivi personali →
Le piastrine sono frammenti cellulari del sangue che, insieme ai fattori della coagulazione, chiudono le ferite fermando l'emorragia. Chi assume anticoagulanti o antiaggreganti sanguina di più e ha lividi facilmente: si assiste e si mobilizza con cautela, si segnalano sanguinamenti da gengive, naso, urine o feci e dopo una caduta si avvisa sempre l'infermiere, anche senza ferite visibili.
Fonte: Manuale MSD
Complicanza del diabete: per il danno a nervi e vasi, il piede perde sensibilità e si lesiona senza che la persona se ne accorga; le ferite guariscono male e possono infettarsi. Ogni giorno si osservano i piedi (tra le dita, talloni), si lavano e si asciugano con cura, e ogni arrossamento, vescica o ferita va segnalato subito.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
I polmoni sono i due organi in cui avviene lo scambio dei gas; gli alveoli sono le piccolissime sacche, alla fine dei bronchi, dove l'ossigeno passa nel sangue e l'anidride carbonica ne esce. Nella persona allettata la respirazione superficiale favorisce l'accumulo di secrezioni e infezioni: cambiare posizione e sollevare il busto aiuta.
Fonte: Manuale MSD, FNOPI
Infezione dei polmoni causata da batteri, virus o altri microrganismi, con febbre, tosse, catarro e difficoltà respiratoria. Nell'anziano può manifestarsi in modo atipico, con sola confusione o inappetenza. La persona allettata è a rischio: cambio di posizione, busto sollevato e igiene del cavo orale ne riducono la probabilità.
Fonte: Manuale MSD
Infezione dei polmoni causata dall'inalazione di cibo, liquidi, saliva o contenuto dello stomaco nelle vie respiratorie. È tipica delle persone con disfagia, ridotto livello di coscienza o problemi neurologici. Si previene con posizione seduta ai pasti, consistenze adeguate, tempi di alimentazione lenti, igiene del cavo orale e busto sollevato dopo il pasto.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
L'onda di pressione che a ogni battito del cuore si avverte sulle arterie superficiali, come quella radiale al polso o la carotide al collo. Contando le pulsazioni in un minuto si ottiene la frequenza cardiaca; oltre al numero si osservano il ritmo (regolare o irregolare) e l'intensità, e si annotano nel rispetto dei protocolli del reparto.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Persona che ospita un microrganismo capace di causare malattia senza avere sintomi, ma che può contagiare altri. Per questo le precauzioni standard si applicano con tutti gli assistiti, non solo con quelli con una diagnosi nota.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD, FNOPI
Posizione semiseduta a letto, con lo schienale sollevato (di solito tra 30 e 60 gradi) e le ginocchia leggermente flesse. Facilita la respirazione, l'alimentazione e la digestione; è la posizione da mantenere durante e dopo il pasto o la nutrizione enterale. Va controllato che la persona non scivoli verso il fondo del letto, perché lo scivolamento crea attrito sulla cute.
Fonte: Manuale MSD, FNOPI
La posizione in cui si mette una persona incosciente ma che respira normalmente, per mantenere libere le vie aeree ed evitare che eventuale vomito o secrezioni vengano inalati. Non va usata se si sospetta un trauma alla colonna vertebrale, salvo indicazioni specifiche del soccorso.
Le posizioni che una persona assume a letto o in poltrona: supina (sulla schiena), prona (a pancia in giù), laterale (su un fianco), seduta e semiseduta. Cambiarle a intervalli regolari è la prima misura per prevenire le lesioni da pressione; la scelta della posizione dipende dalle indicazioni del piano assistenziale.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
L'insieme di misure da applicare sempre a tutte le persone assistite, indipendentemente dalla diagnosi, perché ogni sangue e liquido biologico va considerato potenzialmente infetto: igiene delle mani, guanti e altri DPI in base al rischio, gestione sicura di aghi e taglienti, sanificazione, corretta gestione dei rifiuti e della biancheria.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità
Pannoloni, pannolini a mutandina e assorbenti per la gestione dell'incontinenza. Devono essere della taglia e dell'assorbenza indicate, cambiati quando serve e non solo quando pieni, per non lasciare la cute a contatto con l'umidità. Ogni cambio è occasione per pulire, asciugare, proteggere la pelle e osservarla.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità
La forza con cui il sangue preme sulle pareti delle arterie, espressa in mmHg con due valori: la massima (sistolica, quando il cuore si contrae) e la minima (diastolica, quando si rilassa). Si misura con lo sfigmomanometro; l'interpretazione dei valori e ogni decisione spettano a infermiere e medico, l'OSS riferisce le misurazioni anomale e i sintomi associati.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD, FNOPI
I dati sulla salute sono dati personali particolari, tutelati dal Regolamento europeo GDPR e dal Codice della privacy. Significa non discutere di un assistito in luoghi affollati, non condividere foto o messaggi con dati identificabili, dare informazioni solo alle persone autorizzate e usare con cura fogli e supporti. La violazione ha conseguenze disciplinari e legali.
Fonte: Regolamento UE 2016/679 (GDPR), art. 9
Insieme di misure da attivare dopo un contatto a rischio, come una puntura con ago o una contaminazione di mucose con sangue: lavare la sede con acqua e sapone, segnalare subito l'incidente e recarsi al pronto soccorso o dal medico competente per la valutazione. Per l'HIV, il farmaco preventivo funziona meglio se iniziato entro poche ore.
Fonte: CDC, Manuale MSD, AIRC
Il servizio ospedaliero che accoglie e gestisce le urgenze ed emergenze, organizzato per priorità cliniche tramite il triage e non per ordine di arrivo. È un contesto ad alta variabilità e intensità, dove l'OSS collabora nell'assistenza di base a pazienti con quadri clinici molto diversi tra loro nello stesso turno.
Batterio che vive in ambienti umidi, come lavandini, scarichi e acqua stagnante, e causa infezioni in persone fragili, portatrici di cateteri o con ferite. Spesso è poco sensibile agli antibiotici. Superfici e ambienti umidi vanno tenuti puliti e asciutti e il materiale non va lasciato in ammollo di acqua contaminata.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, CDC, Manuale MSD
Una ferita da ago o altro tagliente già usato su un paziente, che espone l'operatore al rischio di contrarre infezioni trasmesse per via ematica (es. epatite B, epatite C, HIV). Va gestita subito seguendo il protocollo aziendale (lavaggio, segnalazione immediata, valutazione al Pronto Soccorso o dal medico competente): il tempo che passa prima di agire può fare la differenza per la profilassi.
Approfondisci: Puntura con ago usato: cosa fare subito (OSS) →
Raccolta di materiale per gli esami di laboratorio (urine, feci, espettorato). L'OSS, secondo il protocollo della struttura, può collaborare alla raccolta non invasiva: con guanti, contenitore corretto, indicazioni ricevute, etichetta con i dati della persona e consegna nei tempi. Prelievi di sangue o procedure invasive non rientrano nelle sue competenze.
Fonte: Accordo Stato-Regioni 22 febbraio 2001
Una struttura residenziale pensata per persone con un livello di autonomia superiore a quello tipico dell'RSA, orientata a mantenere e sostenere le capacità residue più che a un'assistenza sanitaria intensiva. La denominazione e i requisiti esatti variano da regione a regione, quindi non corrispondono sempre allo stesso modello organizzativo.
Approfondisci: OSS in RADA: Cosa Devi Sapere Davvero Ogni Giorno →
Cura che usa radiazioni per distruggere le cellule tumorali in una zona precisa del corpo. La persona non diventa radioattiva. Nell'area trattata la cute può arrossarsi e irritarsi: si usano prodotti e indicazioni del centro, senza strofinare e senza cancellare i segni disegnati sulla pelle.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD, AIRC
Le compressioni toraciche (ed eventualmente le insufflazioni) eseguite per mantenere una minima circolazione di sangue ossigenato quando il cuore si è fermato, in attesa dell'arrivo di soccorso avanzato o del defibrillatore. Riconoscere subito l'arresto cardiaco e iniziare la RCP senza esitare è ciò che fa davvero la differenza sulla sopravvivenza.
I due organi, ai lati della colonna nella parte bassa della schiena, che filtrano il sangue producendo urina. Regolano anche pressione e sali minerali. Quando non funzionano bene (insufficienza renale) possono servire restrizioni di liquidi e alimenti e la dialisi: le indicazioni del team vanno seguite con precisione.
Fonte: Ministero della Salute, Manuale MSD
Il retto è l'ultimo tratto dell'intestino, dove si raccolgono le feci; l'ano è l'apertura con cui vengono espulse, controllata da uno sfintere. L'igiene di questa zona dopo l'evacuazione, sempre dall'avanti all'indietro, previene irritazioni e infezioni urinarie; la cute va controllata e protetta in chi porta il pannolone.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, Manuale MSD
L'insieme degli interventi che aiutano una persona a recuperare o mantenere, dopo una malattia o un trauma, le funzioni perdute e la massima autonomia possibile. Coinvolge fisioterapista, medico, logopedista, infermiere e OSS: le attività della giornata (alzarsi, vestirsi, mangiare) sono parte del percorso, se svolte secondo le indicazioni.
Fonte: OMS, Manuale MSD, FNOPI
Il riordino del letto con biancheria pulita, a letto libero o con la persona a letto, girandola da un lato all'altro. Lenzuola tese e senza pieghe prevengono le lesioni da pressione; la biancheria sporca non si scuote e va riposta nei sacchi appositi senza toccare la divisa. Si esegue con guanti e igiene delle mani prima e dopo.
Fonte: CDC
I rifiuti prodotti nell'assistenza si dividono per rischio: quelli assimilabili agli urbani (non pericolosi), quelli a rischio infettivo (che sono venuti a contatto con sangue o liquidi biologici) e i taglienti/pungenti, che vanno smaltiti in contenitori rigidi dedicati per evitare punture accidentali. Il rispetto di questa distinzione nello smaltimento quotidiano è una delle responsabilità pratiche dell'OSS nella prevenzione del rischio infettivo.
Incapacità di svuotare in tutto o in parte la vescica. Sintomi: bisogno di urinare senza riuscirci, addome basso gonfio e dolente, agitazione, perdite di piccole quantità. È frequente negli uomini anziani con problemi alla prostata e dopo alcuni farmaci; va riferita all'infermiere, che valuta come procedere.
Fonte: Manuale MSD, FNOPI
Il lavoratore eletto o designato per rappresentare i colleghi sulle questioni di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, con diritto di essere consultato e di segnalare situazioni di rischio al datore di lavoro. In caso di infortunio, aggressione o condizioni di lavoro non sicure, è una delle figure di riferimento a cui rivolgersi in struttura.
Virus che causa gastroenterite con diarrea e vomito, soprattutto nei bambini piccoli, ma può colpire anche adulti e anziani fragili. Si diffonde per via oro-fecale e attraverso superfici e mani. La disidratazione è il rischio principale: si osservano la quantità di liquidi assunti e i segnali di perdita.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Una struttura residenziale che ospita in modo continuativo persone non autosufficienti (spesso anziane) che necessitano di assistenza sanitaria e tutelare ma non di un ricovero ospedaliero. È uno dei contesti di lavoro più diffusi per l'OSS in Italia, con un'organizzazione dei turni e un rapporto con l'assistito diverso rispetto al reparto ospedaliero, spesso più continuativo nel tempo.
L'organismo eletto dai lavoratori di un'azienda o ente per rappresentarli nelle relazioni con il datore di lavoro sulle questioni contrattuali e organizzative, in raccordo con i sindacati. È un interlocutore utile per chiarimenti su turni, applicazione del CCNL o problemi organizzativi del reparto.
Il contenitore collegato al catetere vescicale che raccoglie l'urina. Va tenuto sempre sotto il livello della vescica, mai appoggiato a terra, senza pieghe nel tubo. Lo svuotamento dal rubinetto inferiore, con guanti, e la registrazione della quantità sono compiti che di norma spettano all'OSS secondo protocollo. Non si scollega mai il circuito.
Le ossa che chiudono in basso la colonna vertebrale, sotto la zona lombare. Sono coperte da poco tessuto e, nella persona allettata in posizione supina, sopportano gran parte del peso: è la sede più frequente delle lesioni da pressione, e la cute in quella zona va controllata a ogni igiene.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD, FNOPI
Batterio responsabile di gastroenteriti con diarrea, febbre e crampi, che si contrae soprattutto con alimenti contaminati (uova crude, carni poco cotte). Può trasmettersi anche per via oro-fecale da persona a persona: in caso di diarrea si applicano igiene delle mani con acqua e sapone e precauzioni da contatto, e si controlla l'idratazione.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, CDC, Manuale MSD
Il liquido che circola nei vasi, composto da plasma e cellule (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine). Trasporta ossigeno e nutrienti, difende dalle infezioni e permette la coagulazione. Il sangue di qualunque persona va considerato potenzialmente infetto: da qui l'uso dei guanti e delle precauzioni standard quando è prevedibile il contatto con sangue, liquidi biologici, mucose o cute non integra.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD, FNOPI
La percentuale di emoglobina nel sangue legata all'ossigeno, misurata con il saturimetro (pulsossimetro) applicato a un dito. Un valore che scende sotto la norma (generalmente indicata intorno al 95%, ma la soglia di allarme va sempre valutata dall'infermiere caso per caso) va segnalato subito: può indicare una difficoltà respiratoria in corso.
Infestazione della pelle da un acaro (Sarcoptes scabiei) che provoca prurito intenso, soprattutto di notte, e lesioni tra le dita e nelle pieghe. Si trasmette per contatto stretto e prolungato e attraverso biancheria e indumenti. Si applicano precauzioni da contatto, la biancheria si tratta secondo le indicazioni (lavaggio a temperature elevate) e i contatti vanno segnalati.
Fonte: Manuale MSD
L'insieme delle ossa del corpo: sostiene il corpo, protegge gli organi interni e, insieme ai muscoli, permette il movimento. Nella persona anziana le ossa possono essere più fragili (osteoporosi): per questo mobilizzazioni e trasferimenti vanno eseguiti con delicatezza e con la tecnica corretta.
Fonte: Ministero della Salute, FNOPI
Malattia cronica del sistema nervoso centrale che può causare debolezza, disturbi dell'equilibrio, della vista, della sensibilità e stanchezza intensa. Ha decorso variabile, con periodi di peggioramento e di miglioramento. L'assistenza punta a mantenere l'autonomia, evitando affaticamenti e il caldo eccessivo, che può peggiorare i sintomi.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, Manuale MSD
Condizione in cui il cuore non riesce a pompare abbastanza sangue per le esigenze del corpo. Segni: affanno (soprattutto sdraiati), gonfiore di gambe e caviglie, aumento di peso rapido, stanchezza. L'OSS può collaborare a pesare la persona, tenere il busto sollevato e osservare gonfiore e respiro, riferendo ogni peggioramento e seguendo le indicazioni su liquidi e sale.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
I segnali che indicano che le condizioni di un assistito stanno peggiorando: alterazione dello stato di coscienza, cambio del colorito cutaneo, respiro difficoltoso, variazione dei parametri vitali rilevati. L'OSS non ne fa la diagnosi, ma è spesso la prima persona a notarli durante l'assistenza quotidiana: riconoscerli e segnalarli subito, senza aspettare il giro successivo, può anticipare un'emergenza.
Approfondisci: Il Paziente Cambia: i Segnali per Chiamare Aiuto Subito →
L'obbligo di non divulgare informazioni sulla salute, la vita privata o le condizioni di un assistito, venute a conoscenza durante il lavoro. Vale per l'OSS quanto per le altre figure sanitarie ed è alla base della fiducia tra assistito ed équipe: comprende anche la cautela nel parlare di casi specifici fuori dal contesto di cura, anche informalmente.
Risposta grave dell'organismo a un'infezione, che può portare a danno agli organi. È un'emergenza: segnali possibili sono febbre o temperatura molto bassa, battito e respiro veloci, pressione bassa, confusione, cute fredda e chiazzata. L'OSS che nota un peggioramento improvviso in una persona con infezione avvisa subito l'infermiere.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Lo strumento per misurare la pressione arteriosa: un bracciale gonfiabile collegato a un manometro (manuale) o a un display (automatico). La misurazione si fa a persona seduta o sdraiata e a riposo, con il bracciale a livello del cuore e della misura giusta. L'OSS misura secondo protocollo e riferisce i valori, l'interpretazione spetta a infermiere e medico.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD, FNOPI
Grave insufficienza della circolazione per cui gli organi non ricevono abbastanza sangue e ossigeno; può essere causata da emorragia, infezione grave, allergia grave o problemi al cuore. Segni: pallore, sudore freddo, battito veloce, respiro rapido, pressione bassa, agitazione o sonnolenza. È un'emergenza: si chiama subito aiuto e si tiene la persona sdraiata, salvo diversa indicazione.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, FNOPI
Perdita di coscienza breve e improvvisa (svenimento), con recupero spontaneo, causata da un calo transitorio del flusso di sangue al cervello. Prima di svenire si possono avere pallore, sudore freddo, vista appannata. Si sdraia la persona con le gambe sollevate, si controlla il respiro e si avvisa subito l'infermiere.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
La sensazione persistente di non essere davvero all'altezza del proprio ruolo nonostante competenza ed esperienza effettive, con il timore che gli altri se ne accorgano prima o poi. È frequente nei primi anni di lavoro come OSS, soprattutto in contesti ad alta responsabilità, e tende ad attenuarsi con l'esperienza e il confronto con i colleghi.
Approfondisci: La sindrome dell'impostore nei primi mesi da OSS →
L'insieme delle ghiandole (tiroide, pancreas, surreni, ipofisi e altre) che producono gli ormoni, sostanze che regolano metabolismo, crescita, glicemia, pressione e molte altre funzioni. Le malattie endocrine più frequenti tra gli assistiti sono il diabete e i disturbi della tiroide.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, Manuale MSD
L'insieme di cellule, organi e sostanze con cui l'organismo si difende da microrganismi e altri agenti estranei. Con l'età, la malnutrizione, alcune malattie e alcune cure si indebolisce: la persona fragile si ammala più facilmente e con sintomi meno evidenti, per cui piccoli cambiamenti dello stato generale vanno presi sul serio.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
La rete di vasi e linfonodi che raccoglie il liquido in eccesso dei tessuti (linfa) e partecipa alle difese immunitarie. Se il drenaggio è ostacolato, per esempio dopo asportazione di linfonodi, un arto può gonfiarsi (linfedema): in quel braccio o gamba si evitano prelievi, misurazioni della pressione e traumi, secondo le indicazioni ricevute.
Fonte: Manuale MSD, FNOPI
L'insieme di encefalo e midollo spinale: riceve le informazioni dal corpo, le elabora e invia i comandi a muscoli e organi. Un danno al sistema nervoso centrale, come un ictus o un trauma, può alterare movimento, sensibilità, parola, memoria e comportamento; l'assistenza tiene conto delle capacità che restano.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Un tubicino inserito dal naso fino allo stomaco, usato per la nutrizione enterale o per svuotare il contenuto gastrico. Il posizionamento e la verifica della corretta collocazione sono competenza infermieristica o medica; l'OSS collabora nell'assistenza alla persona portatrice (igiene, comfort) e segnala eventuali segni di dislocamento o fastidio.
Approfondisci: Nutrizione enterale SNG e PEG: competenza dell'OSS →
Ausilio meccanico o elettrico che solleva e sposta un assistito non autosufficiente, riducendo lo sforzo fisico e il rischio di infortunio per l'operatore rispetto al sollevamento manuale. Va usato con l'imbragatura adatta al peso e alla condizione clinica della persona, secondo la formazione ricevuta sul dispositivo specifico in uso nella struttura.
Il controllo periodico dello stato di salute del lavoratore esposto a rischi specifici (es. movimentazione carichi, rischio biologico), effettuato dal medico competente aziendale secondo il D.Lgs 81/08. Include le visite di idoneità all'assunzione e i controlli periodici successivi; per l'OSS l'obbligo di idoneità sanitaria si applica in alcuni casi già dalla fase di formazione, non solo al momento dell'assunzione.
Fonte: D.Lgs 81/08
Approfondisci: Sorveglianza sanitaria: cosa chiedere al medico competente →
Il reparto ospedaliero dedicato al trattamento delle fasi acute dei disturbi psichiatrici, dove possono essere previsti anche ricoveri in regime di Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) quando la persona non è in condizione di prestare un consenso valido alle cure. Il lavoro dell'OSS qui richiede competenze relazionali specifiche per gestire situazioni di agitazione o crisi.
Forme di resistenza che alcuni batteri, come i Clostridi e il Bacillus, producono per sopravvivere in condizioni sfavorevoli. Resistono a calore, secchezza e a molti disinfettanti, e possono restare per mesi su superfici e materiali. Per questo la pulizia meccanica accurata e i prodotti indicati contano quanto l'igiene delle mani.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Tre livelli diversi di controllo microbico, spesso confusi tra loro. La sterilizzazione elimina ogni forma vivente (comprese le spore) da uno strumento, la disinfezione riduce i microrganismi su superfici o oggetti a un livello sicuro senza eliminarli tutti, l'antisepsi si applica sulla cute o sulle mucose per ridurre la carica microbica prima di una manovra invasiva. Sapere quale livello serve per quale situazione è alla base delle buone pratiche di prevenzione delle infezioni.
La difficoltà a evacuare regolarmente, molto comune nella persona allettata per la ridotta mobilità e l'alimentazione modificata. L'OSS osserva e registra la frequenza dell'alvo e riferisce l'assenza di evacuazione prolungata, mentre l'eventuale terapia (lassativi, clisteri) è prescritta dal medico e gestita dall'infermiere.
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L'organo a sacca in cui il cibo viene mescolato con il succo gastrico e in parte digerito prima di passare all'intestino. Può svuotarsi lentamente in alcune malattie e in caso di sedazione: per questo alcuni esami e interventi richiedono il digiuno, e chi ha una PEG o un sondino va tenuto con il busto sollevato durante e dopo la nutrizione.
Fonte: Manuale MSD, FNOPI
Un'apertura chirurgica che mette in comunicazione un organo interno (intestino, vie urinarie) con l'esterno, per la fuoriuscita di feci o urine in una sacca applicata sulla cute (es. colostomia, ileostomia, urostomia). L'OSS collabora alla cura igienica della cute peristomale e al cambio della sacca secondo le indicazioni infermieristiche, senza modificare autonomamente il piano di gestione dello stoma.
Prelievo con un bastoncino sterile di materiale da naso, gola, ferita o altre sedi per cercare un microrganismo. Il tampone viene eseguito da personale sanitario formato; l'OSS prepara la persona, la rassicura, collabora alla corretta identificazione del campione e rispetta le precauzioni previste.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità
Il grado di calore del corpo, mantenuto quasi costante dai meccanismi di termoregolazione. I valori normali sono attorno ai 36-37 °C e variano con la sede di misurazione (ascellare, orale, timpanica). Nell'anziano la febbre può essere modesta o assente anche in presenza di un'infezione, per cui malessere e cambiamenti del comportamento contano quanto il termometro.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD, FNOPI
I tendini collegano i muscoli alle ossa, i legamenti collegano le ossa fra loro stabilizzando le articolazioni. Sono strutture resistenti ma a scarsa elasticità: strattonare un braccio o una gamba durante un trasferimento può lesionarli, per cui si sostiene sempre l'arto dalle articolazioni e non lo si tira.
Fonte: Manuale MSD
Le parole che descrivono dove si trova una parte del corpo: anteriore e posteriore (davanti e dietro), superiore e inferiore (sopra e sotto), mediale e laterale (vicino o lontano dalla linea mediana), prossimale e distale (vicino o lontano dal tronco). Si trovano nelle consegne e nella cartella e servono a indicare senza ambiguità la sede di una lesione o di un dolore.
Fonte: Manuale MSD
Lo strumento per misurare la temperatura corporea: digitale ascellare o orale, timpanico (all'orecchio), a infrarossi frontale. Va pulito e disinfettato dopo ogni uso secondo protocollo e la sede di misurazione va indicata nella registrazione, perché i valori variano da una sede all'altra.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Malattia causata dal Clostridium tetani, le cui spore vivono nel terreno e possono entrare da ferite, anche piccole, contaminate. La tossina provoca rigidità e spasmi muscolari dolorosi. Non si trasmette da persona a persona, si previene con la vaccinazione con richiami periodici: ogni ferita sporca di un assistito va segnalata all'infermiere.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
La somma che il datore di lavoro accantona ogni anno e liquida al lavoratore alla fine del rapporto (per dimissioni, licenziamento o pensionamento). Per chi è stato assunto dal 2001 in poi si accantona il 6,91% della retribuzione utile ogni anno, rivalutato con un tasso fisso dell'1,5% più il 75% dell'inflazione. Nel pubblico impiego le ferie non godute, di regola, non si pagano alla fine del rapporto: fanno eccezione i casi in cui la mancata fruizione non dipende dal lavoratore.
Fonte: Disciplina TFR, art. 2120 c.c. e normativa collegata
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L'equivalente del TFR per chi è stato assunto nel pubblico impiego prima del 2001: la gestione è affidata all'INPS e i tempi di erogazione sono generalmente più lunghi rispetto al TFR.
Approfondisci: TFR e TFS dell'OSS: come si calcola e cosa spetta →
Episodio con gli stessi sintomi dell'ictus che però si risolve da solo, di solito in minuti o poche ore. Non va sottovalutato: è un campanello d'allarme di un possibile ictus successivo. Anche se i sintomi passano, l'episodio va comunicato subito all'infermiere o al medico.
Fonte: Manuale MSD
La ghiandola a farfalla alla base del collo che produce ormoni per regolare il metabolismo. Se lavora poco (ipotiroidismo) compaiono stanchezza, freddo, pelle secca, rallentamento e stipsi; se lavora troppo (ipertiroidismo) agitazione, sudore, palpitazioni e dimagrimento. Sono condizioni curabili e frequenti negli anziani.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Un attestato equivalente all'OSS conseguito fuori dall'Italia non è automaticamente valido per lavorare come OSS sul territorio nazionale: richiede una procedura ufficiale di riconoscimento gestita dal Ministero della Salute (Direzione Generale delle Professioni Sanitarie), con iter differenti a seconda che provenga da un Paese UE o extra-UE. La Regione interviene per l'organizzazione dell'eventuale misura compensativa (tirocinio o prova attitudinale) o in ambito di deroghe temporanee.
Approfondisci: Riconoscimento titolo OSS estero: come fare →
Un'apertura chirurgica sulla trachea, a livello del collo, che permette la respirazione bypassando naso e bocca (temporaneamente o in modo permanente). L'OSS assiste la persona portatrice nell'igiene e nel comfort e osserva segni di difficoltà respiratoria o secrezioni abbondanti, ma l'aspirazione delle secrezioni tracheali profonde e la gestione della cannula sono competenza infermieristica.
Approfondisci: Tracheostomia: Cosa Osservo e Cosa NON Tocco →
Lo spostamento di una persona dal letto alla carrozzina o viceversa. Si spiega cosa si farà, si bloccano freni e si tolgono le pedane, si usa la tecnica corretta o, quando serve, ausili come il sollevatore o il telo. Non si tira mai la persona per le braccia. Quando il rischio è alto per la persona o per l'operatore si lavora in due.
Fonte: FNOPI
Telo assorbente, spesso con parte impermeabile, posto sul letto per proteggerlo da urine e perdite. Se non si cambia quando è bagnata o sporca, l'umidità macera la cute e favorisce le lesioni. Il telo ad alto scorrimento è un altro ausilio e si distingue dalla traversa perché serve a spostare la persona, non ad assorbire.
Il processo con cui, in Pronto Soccorso, si stabilisce l'ordine di priorità di accesso alle cure in base alla gravità clinica, non all'ordine di arrivo. I codici colore più diffusi (rosso, giallo/arancione, verde, bianco/azzurro) indicano rispettivamente emergenza immediata, urgenza, non urgenza e problemi non urgenti; le denominazioni esatte variano da regione a regione con il sistema di codifica adottato.
Formazione di un coagulo in una vena profonda, di solito di una gamba, favorita da immobilità e interventi. Segni: gamba gonfia, calda, dolente, arrossata su un solo lato. La gamba interessata non va massaggiata né mobilizzata con forza, perché il coagulo potrebbe staccarsi: si avvisa subito l'infermiere.
Fonte: Manuale MSD, FNOPI
Malattia causata dal Mycobacterium tuberculosis, che colpisce soprattutto i polmoni e si trasmette per via aerea, con le goccioline sottili emesse tossendo. Nelle forme attive polmonari si applica l'isolamento respiratorio: il personale indossa il respiratore FFP2/FFP3 e la stanza segue le indicazioni di reparto. La forma latente non è contagiosa.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD
Crescita incontrollata di cellule che formano una massa; può essere benigno o maligno (cancro), quando invade i tessuti vicini o si diffonde (metastasi). Chi ne è affetto vive momenti di forte fragilità fisica ed emotiva: l'OSS assiste con delicatezza, rispetta la privacy e informa l'infermiere di dolore, nausea, sanguinamenti e cambi d'umore.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Manuale MSD, AIRC
Ferite croniche alle gambe dovute a cattiva circolazione: venose (da insufficienza delle vene, più frequenti, nella parte bassa della gamba) o arteriose (da scarsa irrorazione, molto dolorose). Il trattamento spetta all'infermiere; l'OSS previene traumi, favorisce la mobilità, osserva la cute e riferisce cambiamenti di aspetto, odore o dolore.
Il canale che porta l'urina dalla vescica all'esterno; nella donna è breve, nell'uomo più lunga. Nella donna la brevità e la vicinanza all'ano favoriscono le infezioni urinarie: da qui l'importanza di detergere sempre l'area perineale dall'avanti all'indietro.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, Manuale MSD
Il reparto dedicato al monitoraggio intensivo e al trattamento immediato delle emergenze cardiache acute (es. infarto in corso, aritmie gravi). È un contesto ad alta intensità assistenziale, con monitoraggio continuo dei parametri vitali e tempi di reazione molto ridotti in caso di aggravamento.
Approfondisci: OSS in Cardiologia/UTIC: Cosa Devi Sapere Davvero →
Somministrazione di un vaccino per far sviluppare all'organismo le difese contro una specifica malattia. Per gli operatori sanitari sono raccomandate, tra le altre, quelle contro epatite B, influenza, morbillo, varicella e pertosse, secondo il calendario nazionale e le indicazioni della sorveglianza sanitaria aziendale.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, FNOPI
Malattia virale molto contagiosa con febbre ed eruzione di vescicole pruriginose. Si trasmette per via aerea e per contatto con le vescicole. Per chi non l'ha avuta e non è vaccinato, e in particolare per le donne in gravidanza e le persone immunodepresse, il contatto è a rischio: il personale non immune non deve assistere il caso.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, NIH
L'organo muscolare a sacca che raccoglie l'urina prodotta dai reni fino alla minzione. Se non si svuota bene, l'urina ristagna e favorisce infezioni; con il catetere vescicale la vescica si svuota in modo continuo in una sacca di raccolta, che va tenuta sempre sotto il livello della vescica.
Fonte: Manuale MSD, FNOPI
Aiutare a vestirsi e svestirsi. In presenza di un arto dolente o paralizzato si veste per primo quel lato e lo si svestisce per ultimo, scegliendo abiti comodi, ampi e facili da indossare. Si lascia alla persona la scelta dei vestiti e si incoraggia ogni gesto che sa ancora fare, per mantenerne l'autonomia.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità
Il percorso dell'aria dall'esterno ai polmoni: naso e bocca, faringe, laringe, trachea, bronchi. Devono restare libere; possono essere ostruite da cibo o corpi estranei, da secrezioni o dalla lingua nella persona incosciente. Riconoscere l'ostruzione e chiamare aiuto subito è una delle competenze essenziali dell'OSS nelle emergenze.
Fonte: Manuale MSD, FNOPI
Enterococchi, batteri normalmente presenti nell'intestino, diventati resistenti alla vancomicina. Colonizzano in particolare persone ricoverate a lungo o trattate con molti antibiotici. Si trasmettono per contatto con mani e superfici contaminate; si applicano le precauzioni da contatto indicate dal reparto e un'accurata igiene delle mani.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, CDC
Le voci di questo glossario sono state verificate con fact-checking clinico e normativo basato su ricerca in tempo reale, ma restano un supporto divulgativo: non sostituiscono la formazione professionale né la normativa/i protocolli della tua azienda.