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Cura degli Occhi nel Paziente Non Collaborante: Come si Fa
Procedure pratiche

Cura degli Occhi nel Paziente Non Collaborante: Come si Fa

Aggiornato il 4 min di lettura

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In 30 secondi

  1. Nei pazienti sedati o in coma gli occhi non sbattono e rischiano lesioni gravi
  2. La pulizia corretta e il controllo a ogni turno evitano danni alla cornea
  3. L'OSS pulisce e segnala, ma non applica pomate, colliri o bendaggi

Quando un paziente è sveglio, gli occhi si proteggono da soli: battono le palpebre decine di volte al minuto, si lacrimano, si chiudono di riflesso. Quando un paziente è sedato o in coma, quella protezione automatica può venire meno — e nessuno se ne accorge finché non è tardi, se nessuno la controlla attivamente.

Perché è un rischio reale, non teorico

Nel paziente sedato, incosciente o con gravi deficit neurologici, le palpebre possono non chiudersi completamente: questa condizione si chiama lagoftalmo. Senza l'ammiccamento (il battito di ciglia) che normalmente distribuisce il film lacrimale sulla superficie dell'occhio, la cornea esposta all'aria si secca rapidamente. Una cornea secca è più fragile e più esposta a irritazioni, abrasioni e infezioni — complicanze che, in un paziente già fragile e sedato, possono passare inosservate a lungo se nessuno controlla gli occhi con regolarità durante il turno.

È un rischio silenzioso: non dà dolore evidente in un paziente sedato, non compare negli esami di routine se nessuno lo cerca, e può comparire già dopo 24-48 ore di sedazione profonda. Per questo il controllo e la detersione non vanno fatti una sola volta al giorno, ma a ogni turno — nel paziente critico o sedato, le indicazioni di buona pratica raccomandano un controllo ogni 2-4 ore.

Il lagoftalmo: perché la palpebra che non si chiude espone la cornea

  • 24-48

    ore di sedazione profonda dopo cui possono comparire complicanze

  • 2-4

    ore raccomandate tra un controllo e l'altro nel paziente critico

La mappa dell’argomento

Cura occhi nel paziente sedato

  • Rischi principali

    • Mancata chiusura delle palpebre
    • Secchezza e abrasioni della cornea
    • Infezioni e possibile danno visivo
  • Regole di pulizia

    • Movimento da angolo interno a esterno
    • Garza sterile diversa per ogni occhio
    • Uso di soluzione fisiologica sterile
  • Cosa osservare

    • Palpebre aperte o fessurate
    • Arrossamenti, cornea opaca o secca
    • Gonfiore o secrezioni insolite
  • Limiti del ruolo

    • Non somministrare colliri o pomate
    • Non applicare camere umide o bende
    • Segnalare subito a infermiere o medico

Limiti di competenza dell'OSS

Compiti dell'OSSInfermiere o Medico
Igiene degli occhiEsegue la pulizia a ogni turno con garza e fisiologicaPianifica la frequenza e valuta bisogni speciali
Farmaci oftalmiciNon somministra mai colliri o pomatePrescrive o somministra i prodotti oftalmici prescritti
Protezioni specialiNon decide né applica bendaggi o camere umideValuta e decide l'uso di presidi e bendaggi protettivi
Anomalie visibiliOsserva e segnala lagoftalmo, rossore o secrezioniValuta clinicamente l'eventuale danno corneale

La tecnica di pulizia, passo passo

Prima di iniziare

  • Igiene delle mani e guanti puliti
  • Prepara garze sterili distinte per l'occhio destro e per l'occhio sinistro — non userai mai la stessa garza su entrambi
  • Usa soluzione fisiologica sterile per inumidire la garza, salvo diversa indicazione del piano assistenziale

La pulizia

  • Inumidisci la garza sterile con soluzione fisiologica
  • Deterge con un movimento delicato dall'angolo interno dell'occhio (vicino al naso) verso l'angolo esterno
  • Usa la garza una sola volta per passaggio: se serve ripetere, prendi una garza pulita, non ripassare con la stessa già usata
  • Ripeti la stessa sequenza sull'altro occhio con una garza diversa
  • Al termine, togli i guanti e lava di nuovo le mani (o usa la frizione alcolica) prima di passare ad altre attività sul paziente

Attenzione ⚠️: non usare mai la stessa garza su entrambi gli occhi, nemmeno se sembra ancora pulita. È una delle regole più semplici e più spesso dimenticate quando si ha fretta: se un occhio ha una secrezione o un'infezione in corso, anche solo iniziale, la garza condivisa la trasferisce all'altro occhio.

La tecnica corretta: dall'angolo interno a quello esterno, garza diversa per ciascun occhio

Il fatto 💡: nel paziente sedato o in coma, la cura degli occhi non è un dettaglio estetico ma una parte della prevenzione di complicanze: una cornea che si secca e si lesiona può portare a un danno visivo permanente, in un paziente che magari non ha nessun'altra manifestazione visibile del problema.

Cosa osservi e segnali

Durante la pulizia, osserva e riferisci:

  • Palpebre che non si chiudono completamente (lagoftalmo)
  • Arrossamento della congiuntiva, o cornea che appare opaca e senza la sua normale lucentezza
  • Secrezioni insolite, di colore o quantità diversi dal solito
  • Occhio secco, opaco o con aspetto diverso dal giorno prima
  • Gonfiore delle palpebre

In pratica 🔧: se noti che le palpebre di un paziente sedato non si chiudono, segnalalo: esistono presidi specifici (pomate lubrificanti, camere umide, bendaggi protettivi) che l'infermiere o il medico possono prescrivere per proteggere la cornea. La loro applicazione non è una manovra di routine dell'OSS: il tuo ruolo è osservare, eseguire la pulizia con tecnica corretta e segnalare tempestivamente.

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Dove finisce la tua competenza

Tu sì: esegui la pulizia oculare con tecnica corretta a ogni turno, osservi lo stato di occhi e palpebre, segnali lagoftalmo, arrossamenti, secrezioni o cambiamenti rispetto ai turni precedenti.

Tu non: somministri colliri o pomate oftalmiche — è compito dell'infermiere, anche quando prescritti nel piano assistenziale — decidi l'uso di bendaggi o camere umide protettive, valuti clinicamente il grado di danno corneale.

Gli errori da evitare

  • Usare la stessa garza su entrambi gli occhi
  • Ripassare più volte con la stessa garza invece di prenderne una pulita
  • Strofinare invece di detergere con delicatezza
  • Non controllare la chiusura delle palpebre in un paziente sedato o non collaborante
  • Sottovalutare una secrezione insolita pensando "tanto ha gli occhi chiusi, non se ne accorge"

In sintesi

SituazioneAzione
Pulizia degli occhi a ogni turnoGarza sterile inumidita, dall'angolo interno a quello esterno
Uso della garzaUna garza diversa per ciascun occhio, mai la stessa su entrambi
Palpebre che non si chiudono (lagoftalmo)Segnalare: rischio di secchezza e lesione corneale
Secrezioni, arrossamento, gonfioreSegnalare, non normalizzare
Applicazione di pomate o bendaggi protettiviNon di tua competenza: decisione infermieristica/medica

Fonti: Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001, Allegato B (igiene personale).

Cosa fare adesso

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📖 Parole difficili

Lagoftalmo:
Condizione in cui le palpebre non riescono a chiudersi del tutto, lasciando la cornea esposta all'aria e al rischio di lesioni.
Ammiccamento:
Il naturale battito delle ciglia che distribuisce il film di lacrime sulla superficie dell'occhio per tenerlo protetto e idratato.

Da ricordare

  • Non usare mai la stessa garza per entrambi gli occhi, nemmeno se sembra pulita
  • Pulisci sempre dall'angolo vicino al naso verso l'angolo esterno, senza strofinare
  • Se vedi palpebre aperte, cornea opaca o secrezioni, avvisa subito l'infermiere
Procedure praticheprocedureigieneocchipaziente non collaborantesedazione

Domande frequenti

Il controllo degli occhi nei pazienti critici o sedati va effettuato ogni due o quattro ore. La pulizia della zona oculare va invece eseguita ad ogni turno di lavoro. Un monitoraggio costante previene la secchezza corneale e lesioni visive gravi che possono manifestarsi già dopo ventiquattro o quarantotto ore di sedazione profonda.

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Vincenzo Talia

Vincenzo Talia

OSS dal 2012, fondatore di Portale OSS.

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