
Cura degli Occhi nel Paziente Non Collaborante: Come si Fa
In 30 secondi
- Nei pazienti sedati o in coma gli occhi non sbattono e rischiano lesioni gravi
- La pulizia corretta e il controllo a ogni turno evitano danni alla cornea
- L'OSS pulisce e segnala, ma non applica pomate, colliri o bendaggi
Quando un paziente è sveglio, gli occhi si proteggono da soli: battono le palpebre decine di volte al minuto, si lacrimano, si chiudono di riflesso. Quando un paziente è sedato o in coma, quella protezione automatica può venire meno — e nessuno se ne accorge finché non è tardi, se nessuno la controlla attivamente.
Perché è un rischio reale, non teorico
Nel paziente sedato, incosciente o con gravi deficit neurologici, le palpebre possono non chiudersi completamente: questa condizione si chiama lagoftalmo. Senza l'ammiccamento (il battito di ciglia) che normalmente distribuisce il film lacrimale sulla superficie dell'occhio, la cornea esposta all'aria si secca rapidamente. Una cornea secca è più fragile e più esposta a irritazioni, abrasioni e infezioni — complicanze che, in un paziente già fragile e sedato, possono passare inosservate a lungo se nessuno controlla gli occhi con regolarità durante il turno.
È un rischio silenzioso: non dà dolore evidente in un paziente sedato, non compare negli esami di routine se nessuno lo cerca, e può comparire già dopo 24-48 ore di sedazione profonda. Per questo il controllo e la detersione non vanno fatti una sola volta al giorno, ma a ogni turno — nel paziente critico o sedato, le indicazioni di buona pratica raccomandano un controllo ogni 2-4 ore.
- 24-48
ore di sedazione profonda dopo cui possono comparire complicanze
- 2-4
ore raccomandate tra un controllo e l'altro nel paziente critico
La mappa dell’argomento
Cura occhi nel paziente sedato
Rischi principali
- Mancata chiusura delle palpebre
- Secchezza e abrasioni della cornea
- Infezioni e possibile danno visivo
Regole di pulizia
- Movimento da angolo interno a esterno
- Garza sterile diversa per ogni occhio
- Uso di soluzione fisiologica sterile
Cosa osservare
- Palpebre aperte o fessurate
- Arrossamenti, cornea opaca o secca
- Gonfiore o secrezioni insolite
Limiti del ruolo
- Non somministrare colliri o pomate
- Non applicare camere umide o bende
- Segnalare subito a infermiere o medico
Limiti di competenza dell'OSS
| Compiti dell'OSS | Infermiere o Medico | |
|---|---|---|
| Igiene degli occhi | Esegue la pulizia a ogni turno con garza e fisiologica | Pianifica la frequenza e valuta bisogni speciali |
| Farmaci oftalmici | Non somministra mai colliri o pomate | Prescrive o somministra i prodotti oftalmici prescritti |
| Protezioni speciali | Non decide né applica bendaggi o camere umide | Valuta e decide l'uso di presidi e bendaggi protettivi |
| Anomalie visibili | Osserva e segnala lagoftalmo, rossore o secrezioni | Valuta clinicamente l'eventuale danno corneale |
La tecnica di pulizia, passo passo
Prima di iniziare
- Igiene delle mani e guanti puliti
- Prepara garze sterili distinte per l'occhio destro e per l'occhio sinistro — non userai mai la stessa garza su entrambi
- Usa soluzione fisiologica sterile per inumidire la garza, salvo diversa indicazione del piano assistenziale
La pulizia
- Inumidisci la garza sterile con soluzione fisiologica
- Deterge con un movimento delicato dall'angolo interno dell'occhio (vicino al naso) verso l'angolo esterno
- Usa la garza una sola volta per passaggio: se serve ripetere, prendi una garza pulita, non ripassare con la stessa già usata
- Ripeti la stessa sequenza sull'altro occhio con una garza diversa
- Al termine, togli i guanti e lava di nuovo le mani (o usa la frizione alcolica) prima di passare ad altre attività sul paziente
Attenzione ⚠️: non usare mai la stessa garza su entrambi gli occhi, nemmeno se sembra ancora pulita. È una delle regole più semplici e più spesso dimenticate quando si ha fretta: se un occhio ha una secrezione o un'infezione in corso, anche solo iniziale, la garza condivisa la trasferisce all'altro occhio.
Il fatto 💡: nel paziente sedato o in coma, la cura degli occhi non è un dettaglio estetico ma una parte della prevenzione di complicanze: una cornea che si secca e si lesiona può portare a un danno visivo permanente, in un paziente che magari non ha nessun'altra manifestazione visibile del problema.
Cosa osservi e segnali
Durante la pulizia, osserva e riferisci:
- Palpebre che non si chiudono completamente (lagoftalmo)
- Arrossamento della congiuntiva, o cornea che appare opaca e senza la sua normale lucentezza
- Secrezioni insolite, di colore o quantità diversi dal solito
- Occhio secco, opaco o con aspetto diverso dal giorno prima
- Gonfiore delle palpebre
In pratica 🔧: se noti che le palpebre di un paziente sedato non si chiudono, segnalalo: esistono presidi specifici (pomate lubrificanti, camere umide, bendaggi protettivi) che l'infermiere o il medico possono prescrivere per proteggere la cornea. La loro applicazione non è una manovra di routine dell'OSS: il tuo ruolo è osservare, eseguire la pulizia con tecnica corretta e segnalare tempestivamente.
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Dove finisce la tua competenza
Tu sì: esegui la pulizia oculare con tecnica corretta a ogni turno, osservi lo stato di occhi e palpebre, segnali lagoftalmo, arrossamenti, secrezioni o cambiamenti rispetto ai turni precedenti.
Tu non: somministri colliri o pomate oftalmiche — è compito dell'infermiere, anche quando prescritti nel piano assistenziale — decidi l'uso di bendaggi o camere umide protettive, valuti clinicamente il grado di danno corneale.
Gli errori da evitare
- Usare la stessa garza su entrambi gli occhi
- Ripassare più volte con la stessa garza invece di prenderne una pulita
- Strofinare invece di detergere con delicatezza
- Non controllare la chiusura delle palpebre in un paziente sedato o non collaborante
- Sottovalutare una secrezione insolita pensando "tanto ha gli occhi chiusi, non se ne accorge"
In sintesi
| Situazione | Azione |
|---|---|
| Pulizia degli occhi a ogni turno | Garza sterile inumidita, dall'angolo interno a quello esterno |
| Uso della garza | Una garza diversa per ciascun occhio, mai la stessa su entrambi |
| Palpebre che non si chiudono (lagoftalmo) | Segnalare: rischio di secchezza e lesione corneale |
| Secrezioni, arrossamento, gonfiore | Segnalare, non normalizzare |
| Applicazione di pomate o bendaggi protettivi | Non di tua competenza: decisione infermieristica/medica |
Fonti: Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001, Allegato B (igiene personale).
Cosa fare adesso
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Stampa la scheda di una pagina con i passi principali, da tenere in reparto o salvare in PDF.
📖 Parole difficili
- Lagoftalmo:
- Condizione in cui le palpebre non riescono a chiudersi del tutto, lasciando la cornea esposta all'aria e al rischio di lesioni.
- Ammiccamento:
- Il naturale battito delle ciglia che distribuisce il film di lacrime sulla superficie dell'occhio per tenerlo protetto e idratato.
Da ricordare
- Non usare mai la stessa garza per entrambi gli occhi, nemmeno se sembra pulita
- Pulisci sempre dall'angolo vicino al naso verso l'angolo esterno, senza strofinare
- Se vedi palpebre aperte, cornea opaca o secrezioni, avvisa subito l'infermiere
Domande frequenti
Il controllo degli occhi nei pazienti critici o sedati va effettuato ogni due o quattro ore. La pulizia della zona oculare va invece eseguita ad ogni turno di lavoro. Un monitoraggio costante previene la secchezza corneale e lesioni visive gravi che possono manifestarsi già dopo ventiquattro o quarantotto ore di sedazione profonda.
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