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Privacy del paziente: cosa può e non può fare l'OSS
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Privacy del paziente: cosa può e non può fare l'OSS

Aggiornato il 5 min di lettura

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In 30 secondi

  1. I dati sulla salute sono una categoria particolare di dati: nomi e foto dei pazienti non vanno sui social.
  2. Ai familiari puoi dire le attività svolte e i comportamenti osservati, senza diagnosi.
  3. Le notizie cliniche le danno medico e infermiere, solo a chi il paziente ha indicato.

Un nome detto ad alta voce in corridoio, una foto «carina» mandata in una chat, una risposta data al telefono a chi chiede come sta il signor Rossi: sono gesti che sembrano da niente, ma riguardano dati sulla salute. In questo articolo trovi cosa dicono le fonti ufficiali e cosa significa per il tuo lavoro quotidiano da OSS.

Perché i dati sulla salute sono «speciali»

Il GDPR, il regolamento europeo sulla protezione dei dati, mette i dati relativi alla salute tra le categorie particolari di dati personali (art. 9), con una tutela più forte rispetto agli altri. Il Garante per la protezione dei dati personali ricorda nel suo vademecum per i pazienti che i dati in grado di rivelare lo stato di salute di una persona «non possono essere diffusi».

Il fatto 💡: l'articolo 29 del GDPR dice che chi accede ai dati personali sotto l'autorità del titolare del trattamento, per esempio un'azienda sanitaria, non può trattarli se non è istruito in tal senso dal titolare. Per l'OSS vuol dire una cosa semplice: i dati dei pazienti si usano nei modi previsti dal protocollo e dalle istruzioni della tua azienda, non di propria iniziativa.

La mappa dell’argomento

Privacy del paziente

  • Social e chat

    • Mai nomi o foto di pazienti
    • Nemmeno tra amici o colleghi
    • Usa i canali dell'azienda
  • In reparto

    • Documenti non visibili a estranei
    • Nomi non ad alta voce
    • Monitor fuori dai locali pubblici
  • Ai familiari

    • Attività svolte
    • Comportamenti osservati
    • Mai diagnosi
  • Se sbagli

    • Non nasconderlo
    • Segnala al coordinatore
    • Chiedi prima se hai un dubbio

Le situazioni di ogni giorno

SituazioneCosa dice il Garante
Foto o notizie di pazienti sui socialAttenzione a non pubblicare dati personali, come nomi o fotografie, di pazienti sulle proprie pagine social. Anche se si pensa di condividerle solo con amici o colleghi sanitari, si rischia di diffonderle a un numero imprecisato di utenti
Nomi chiamati ad alta voceNei locali delle grandi strutture, i nomi dei pazienti in attesa non vanno divulgati ad alta voce: si usano soluzioni alternative, per esempio un codice alfanumerico
Documenti clinici a vistaNon devono essere visibili a estranei nemmeno le cartelle infermieristiche poste vicino al letto di degenza
Telefonate e visitatori che chiedono notizieLa struttura può dire se una persona è presente in reparto solo a terzi legittimati (parenti, familiari, conviventi, conoscenti, volontari); se il paziente chiede di non rendere nota neppure la sua presenza, la richiesta va rispettata
Notizie sullo stato di salute a terziIl medico può informare altre persone solo se il paziente ha indicato a chi desidera che siano date
Monitor e telecamereI monitor non vanno collocati in locali liberamente accessibili al pubblico: la diffusione di immagini che rivelano lo stato di salute è vietata
Riservatezza in repartoIl personale deve evitare che le informazioni sulla salute siano conosciute da chi non è autorizzato per via della promiscuità degli spazi: servono accorgimenti, per esempio i paraventi citati dal Garante per le rianimazioni

Attenzione ⚠️: il vademecum del Garante è stato scritto prima del 25 maggio 2018, quando il GDPR è diventato applicabile. Per gli aspetti legali contano il GDPR e le regole della tua azienda; le indicazioni pratiche qui sopra vanno lette in quest'ottica.

In pratica 🔧: per lo stesso ragionamento, nomi, foto e dettagli clinici non vanno nelle chat di gruppo tra colleghi. Per comunicare dati sul paziente usa i canali e le procedure previsti dalla tua struttura.

Cosa puoi dire ai familiari

Qui la fonte è la guida dell'Emilia-Romagna sulla qualifica OSS. Nella relazione con i familiari e con le altre persone che ruotano attorno all'assistito, l'OSS può informare, nel rispetto dei desideri dell'assistito, sulle attività che svolge e sui comportamenti che osserva, senza formulare diagnosi, con un linguaggio adeguato.

Puoi direNon dire
«Lo sto mettendo in questa posizione perché...»«È inappetente»
«Stamattina l'ho aiutato ad alzarsi e ha mangiato»«È depresso»
«Stamattina ha voluto restare a letto»Qualunque giudizio clinico o previsione

Le notizie cliniche (diagnosi, esiti, prognosi, cosa succederà) le danno medico e infermiere, e solo alle persone che il paziente ha indicato. Se un familiare ti fa una domanda clinica, la risposta giusta è: «Chiedo all'infermiere di parlare con lei».

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Se qualcosa va storto

  • Hai sbagliato (hai detto troppo, hai mandato una foto, hai lasciato un documento a vista): non nasconderlo, segnala subito al coordinatore o al referente per la privacy della struttura. Prima si sa, più facile è limitare il danno.
  • Vedi un collega che rischia di violare la riservatezza: ricordaglielo con calma e, se serve, riferisci al coordinatore.
  • Hai un dubbio sul tipo di informazione da dare o su una foto che ti hanno chiesto: non rispondere, chiedi prima.

Dove finisce la tua competenza

Tu non: dai notizie sullo stato di salute a persone che il paziente non ha indicato, pubblichi foto o nomi di pazienti, comunichi dati sanitari di tua iniziativa fuori dalle regole dell'azienda.

Tu sì: tratti i dati secondo le istruzioni dell'azienda, racconti ai familiari le attività svolte e i comportamenti osservati, indirizzi le domande cliniche a infermiere e medico, proteggi la riservatezza durante igiene, trasferimenti e colloqui.

In sintesi

PuntoCosa ricordare
Dati sulla saluteCategoria particolare di dati (GDPR, art. 9), tutela rafforzata
Chi li trattaSolo come istruito dal titolare, cioè dall'azienda (art. 29)
Social e chatMai nomi o foto di pazienti, nemmeno tra amici o colleghi
DocumentiNon devono essere visibili a estranei
Notizie a terziSolo a chi il paziente ha indicato, tramite infermiere o medico
Ai familiariAttività svolte e comportamenti osservati, senza diagnosi
Errore o dubbioSegnala subito, chiedi prima di agire

📖 Parole difficili

Categorie particolari di dati:
Dati come quelli sulla salute, con una tutela più forte rispetto agli altri dati personali.
Titolare del trattamento:
Chi decide come si usano i dati, per esempio l'azienda sanitaria: l'OSS li usa solo come istruito.

Da ricordare

  • Nomi e foto dei pazienti non vanno sui social né nelle chat, nemmeno tra colleghi.
  • Ai familiari racconti attività e comportamenti, mai diagnosi.
  • Se sbagli o hai un dubbio, segnala subito al coordinatore.
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Domande frequenti

No. Il Garante invita a non pubblicare dati personali dei pazienti, come nomi o fotografie, sulle proprie pagine social: anche se si pensa di condividerle solo con amici o colleghi sanitari, si rischia di diffonderle a un numero imprecisato di utenti. Lo stesso vale per le chat di gruppo.

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Vincenzo Talia

Vincenzo Talia

OSS dal 2012, fondatore di Portale OSS.

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