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Olfatto e declino cognitivo: lo studio dell'Ateneo di Cagliari

Redazione Portale OSS3 min di lettura

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Olfatto e declino cognitivo: lo studio dell'Ateneo di Cagliari

In 30 secondi

  1. La ricerca condotta dall'Università degli Studi di Cagliari studia la capacità di percepire gli odori come potenziale indicatore precoce del declino cognitivo.
  2. L'obiettivo è individuare biomarcatori in grado di segnalare condizioni di rischio, come l'Alzheimer o il Parkinson, prima della comparsa di sintomi clinici evidenti.
  3. L'Università di Cagliari studia l'olfatto come possibile indicatore precoce di alterazioni cerebrali e di declino cognitivo.

L'Università di Cagliari studia l'olfatto come possibile indicatore precoce di alterazioni cerebrali e di declino cognitivo. Gli studi condotti presso l'ateneo sardo, come riportato dall'ANSA, analizzano come la capacità di percepire gli odori possa segnalare condizioni di rischio prima che si manifestino i sintomi clinici. Questa linea di ricerca si concentra sull'individuazione di biomarcatori precoci per diverse patologie neurodegenerative.

Cosa studia la ricerca dell'Università di Cagliari

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Il gruppo di ricerca guidato dalla Prof.ssa Carla Masala, del Dipartimento di Scienze Biomediche dell'Università degli Studi di Cagliari, studia la relazione tra la percezione degli odori e diverse funzioni cognitive. Tra queste rientrano la memoria, l'attenzione, il linguaggio, la capacità di orientarsi e la risoluzione di problemi. Gli studiosi analizzano la funzione olfattiva anche in rapporto a malattie neurodegenerative come l'Alzheimer e il Parkinson. Puoi approfondire le dinamiche di queste patologie leggendo l'articolo su OSS in Neurologia o quello dedicato all'assistenza in OSS in Geriatria.

I sistemi coinvolti e i filoni di studio

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Le indagini dell'ateneo non si limitano all'olfatto. Le ricerche prendono in esame anche il sistema gustativo e il sistema trigeminale, che collaborano strettamente con l'olfatto nella percezione degli stimoli. Inoltre, un ulteriore filone di studio approfondisce il possibile ruolo degli estratti naturali e degli oli essenziali nei processi legati all'invecchiamento. L'obiettivo finale è trovare indicatori precoci, chiamati biomarcatori, capaci di segnalare il rischio di declino cognitivo prima che i sintomi diventino evidenti.

Perché può interessare a chi lavora in sanità e nell'assistenza

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Questi studi possono interessare chi lavora in sanità e nell'assistenza, come gli operatori socio-sanitari e i caregiver. Il monitoraggio della capacità olfattiva nelle persone anziane potrebbe infatti supportare in futuro l'identificazione precoce di cambiamenti cognitivi o di patologie neurodegenerative. Comprendere precocemente queste condizioni aiuta a pianificare meglio l'assistenza, come spiegato anche nella guida su come comunicare con il paziente con demenza.

Il fatto 💡: La ricerca dell'Università degli Studi di Cagliari studia la percezione degli odori in relazione a memoria, attenzione, linguaggio e orientamento per individuare biomarcatori precoci di patologie come Alzheimer e Parkinson.

In pratica 🔧: Chi assiste una persona anziana può prestare attenzione a eventuali cambiamenti nella sua capacità di percepire gli odori e i sapori, riferendo queste osservazioni al personale medico o infermieristico per una valutazione approfondita.

Attenzione ⚠️: Questa notizia si riferisce alla divulgazione di linee di ricerca e studi condotti dalla Prof.ssa Carla Masala dell'Università degli Studi di Cagliari. I testi divulgati non specificano i dettagli metodologici delle ricerche, il disegno dello studio, il numero di partecipanti coinvolti, né i limiti intrinseci desiderati dagli autori. Resta da confermare l'efficacia clinica dell'olfatto come biomarcatore standardizzato e l'esatto meccanismo di interazione tra stimolazione olfattiva, estratti naturali e funzioni cerebrali nell'invecchiamento.

Questa notizia non sostituisce il parere del medico: per decisioni sulla tua salute o su quella di chi assisti rivolgiti al medico o all'infermiere di riferimento.

Da ricordare

  • Il monitoraggio della capacità olfattiva nelle persone anziane potrebbe infatti supportare in futuro l'identificazione precoce di cambiamenti cognitivi o di patologie neurodegenerative.
  • Comprendere precocemente queste condizioni aiuta a pianificare meglio l'assistenza, come spiegato anche nella guida su come comunicare con il paziente con demenza.
  • Questa notizia non sostituisce il parere del medico: per decisioni sulla tua salute o su quella di chi assisti rivolgiti al medico o all'infermiere di riferimento.

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🔬 Ricerca e saluteDivulgazioneDa leggere con attenzione✓ Controllato il 4 ottobre 2026

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Domande frequenti

L'obiettivo è individuare biomarcatori precoci in grado di segnalare condizioni di rischio di declino cognitivo prima della comparsa di sintomi clinici evidenti. La ricerca studia la percezione degli odori in relazione a funzioni come memoria, attenzione e orientamento.

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