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Mal di schiena da lavoro: malattia professionale OSS e INAIL
Sicurezza e benessere dell'operatore

Mal di schiena da lavoro: malattia professionale OSS e INAIL

Aggiornato il 3 min di lettura

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  1. Chi solleva, gira e sposta pazienti tutti i giorni sa che il mal di schiena non è un episodio isolato, è una compagnia fissa.
  2. In questo caso l'onere della prova è tuo: devi dimostrare il nesso causale tra la patologia e l'attività lavorativa, di solito con documentazione medica approfondita.
  3. Il medico curante o lo specialista rilascia un certificato di malattia professionale con l'indicazione del sospetto nesso causale 2.

Chi solleva, gira e sposta pazienti tutti i giorni sa che il mal di schiena non è un episodio isolato, è una compagnia fissa. Quello che molti OSS non sanno è che, in certe condizioni, può essere riconosciuto come malattia professionale.

I numeri dietro il problema

Il fatto 💡: secondo il Rapporto annuale INAIL 2017, le malattie muscolo-scheletriche da sovraccarico biomeccanico rappresentavano circa il 65% delle denunce arrivate all'Istituto in quell'anno (oltre 37.000), in gran parte legate ad affezioni dei dischi intervertebrali riconducibili alla movimentazione manuale di carichi e pazienti. Gli operatori sanitari sono identificati dalla letteratura scientifica come una delle categorie lavorative a maggior rischio.

Il 65% delle denunce INAIL 2017 riguarda malattie muscolo-scheletriche da sovraccarico biomeccanico

Malattie tabellate e non tabellate: la differenza che conta

L'INAIL distingue due categorie:

  • Malattie tabellate: comparse nelle tabelle ministeriali per specifiche lavorazioni. Se hai svolto quella lavorazione, vale una presunzione legale di origine professionale — è l'INAIL a dover dimostrare il contrario, non tu.
  • Malattie non tabellate: non comparse nelle tabelle, ma comunque richiedibili. In questo caso l'onere della prova è tuo: devi dimostrare il nesso causale tra la patologia e l'attività lavorativa, di solito con documentazione medica approfondita.

Le patologie da sovraccarico da movimentazione manuale possono rientrare in entrambe le categorie a seconda del caso specifico e delle tabelle aggiornate.

Attenzione ⚠️: questo articolo dà un quadro generale, non è una consulenza sul tuo caso. Il nesso causale, la documentazione necessaria e le possibilità concrete di riconoscimento vanno valutati caso per caso da chi ha gli strumenti per farlo.

Come funziona la procedura, in generale

Le quattro fasi della procedura di riconoscimento: certificato medico, denuncia INAIL, visita medico legale, indennizzo

  1. Il medico curante o lo specialista rilascia un certificato di malattia professionale con l'indicazione del sospetto nesso causale
  2. Il datore di lavoro (o tu stesso, se il datore non provvede) presenta la denuncia all'INAIL
  3. Un medico legale INAIL valuta l'entità del danno biologico
  4. Se il riconoscimento arriva, puoi avere diritto a indennizzo e, se necessario, a un cambio di mansione con nuova idoneità

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A chi rivolgerti davvero

In pratica 🔧: il canale più semplice e gratuito per orientarti è il patronato — ti aiuta a raccogliere la documentazione, presenta la denuncia se il datore non lo fa, segue l'istruttoria e ti assiste in caso di rigetto. Anche il medico competente aziendale e le organizzazioni sindacali possono indirizzarti.

In sintesi

AspettoIndicazione
Peso delle patologie muscolo-scheletriche sulle denunce INAIL (2017)~65% (oltre 37.000 casi)
Malattia tabellataPresunzione legale di origine professionale
Malattia non tabellataOnere della prova sul lavoratore
Primo passoCertificato medico con sospetto nesso causale
A chi rivolgertiPatronato, medico competente, sindacato

Fonti: INAIL, Relazione annuale 2017 (65% delle denunce di malattia professionale per patologie del sistema osteomuscolare). Per la tua pratica specifica rivolgiti a patronato, medico competente o sindacato.

Se il tuo corpo sta chiedendo attenzione da tempo, non aspettare che diventi un'urgenza. Confrontati con chi ha già affrontato questo percorso: il gruppo è pieno di colleghi che possono orientarti sull'esperienza pratica, anche se per la parte tecnica serve sempre un professionista.

Da ricordare

  • Per la tua pratica specifica rivolgiti a patronato, medico competente o sindacato.
  • Se il tuo corpo sta chiedendo attenzione da tempo, non aspettare che diventi un'urgenza.
  • Confrontati con chi ha già affrontato questo percorso: il gruppo è pieno di colleghi che possono orientarti sull'esperienza pratica, anche se per la parte tecnica serve sempre un professionista.

Domande frequenti

Sì, in determinate condizioni il mal di schiena derivante dallo spostamento di carichi o pazienti può essere riconosciuto come malattia professionale. Nel 2017, infatti, le patologie muscolo-scheletriche da sovraccarico biomeccanico hanno rappresentato circa il 65% delle denunce pervenute all'INAIL, collocando i lavoratori della salute tra le categorie maggiormente a rischio.

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Vincenzo Talia

Vincenzo Talia

OSS dal 2012, fondatore di Portale OSS.

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