
Scabbia in reparto e in RSA: cosa fa l'OSS
In 30 secondi
- La scabbia si trasmette con stretto contatto pelle a pelle, anche prima che compaiano i sintomi.
- Segni da riferire: prurito intenso soprattutto di notte, lesioni lineari su dita, polsi e cintura.
- La forma crostosa è la più contagiosa e può dare poco prurito: la pelle anomala va riferita comunque.
La scabbia fa paura più di quanto meriti, ma in un reparto o in una RSA, dove le persone vivono a stretto contatto e molte hanno la pelle fragile, un caso non riconosciuto può diventare un focolaio. Chi fa igiene e cambio ogni giorno è spesso il primo a vedere i segni.
Cos'è e come si trasmette
La scabbia è causata da un acaro, il Sarcoptes scabiei, che scava nella pelle. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità si trasmette con lo stretto contatto pelle a pelle, per esempio vivendo nella stessa casa, e il rischio aumenta con la quantità di acari presenti. Si può trasmettere anche prima che compaiano i sintomi.
Per gli indumenti e la biancheria contaminati l'OMS precisa che è improbabile che trasmettano la forma comune, mentre possono contare nella forma crostosa.
Il fatto 💡: nelle strutture chiuse (ospedali, lungodegenze, residenze) possono comparire focolai, e l'OMS raccomanda sorveglianza nei contesti a rischio e una conferma precoce dei casi.
- 4-6 settimane
Tempo in genere prima che compaiano i sintomi (OMS)
- 1-2 settimane
Il prurito può peggiorare dopo l'inizio del trattamento
- 2-3 giorni
Tempo in cui gli acari muoiono lontano dalla pelle (OMS)
- 1 settimana
Capi non lavabili chiusi in un sacco di plastica
La mappa dell’argomento
Scabbia
Trasmissione
- Contatto pelle a pelle stretto
- Anche prima dei sintomi
Segni
- Prurito peggiore di notte
- Lesioni su dita, polsi, cintura
Forma crostosa
- La più contagiosa
- Spesso poco prurito
Ruolo dell'OSS
- Osserva e riferisce
- Applica il protocollo
- Non fa diagnosi
Forma comune e forma crostosa
| Forma comune | Forma crostosa | |
|---|---|---|
| Chi colpisce | Chiunque, per stretto contatto | Soprattutto chi ha difese ridotte |
| Contagiosità | Meno elevata | La più elevata |
| Prurito | Intenso, peggiore di notte | Spesso scarso |
| Biancheria contaminata | Improbabile che trasmetta | Può contare |
Quali segni riferire
I sintomi compaiono in genere 4-6 settimane dopo l'infestazione. Durante igiene, bagno e cambio puoi notare:
- prurito intenso, peggiore di notte (il paziente si gratta, dorme male)
- piccoli rilievi e lesioni lineari soprattutto su dita, polsi, braccia, gambe e zona della cintura
- noduli infiammati su genitali e seno
- nei bambini piccoli, eruzione più estesa, anche su palmi, piante dei piedi, caviglie e cuoio capelluto
La forma crostosa merita un'attenzione particolare: colpisce soprattutto le persone con difese immunitarie ridotte, vi sono migliaia o milioni di acari, spesso dà poco prurito ed è la più contagiosa. Per questo la sua assenza di prurito non basta a escludere nulla.
Attenzione ⚠️: non fare diagnosi e non anticipare conclusioni al paziente, ai familiari o ad altri ospiti. Riferisci all'infermiere ciò che hai visto (dove, da quando, se il paziente si gratta soprattutto di notte) e lascia che sia il team a valutare.
Cosa succede dopo la segnalazione
La valutazione e il trattamento sono compiti del medico. Per capire cosa ti verrà chiesto, ecco i principi indicati dall'OMS:
- trattamento: si applica su tutto il corpo, oppure per bocca nei casi indicati; non uccide le uova, quindi va ripetuto secondo la prescrizione
- dopo l'inizio: il prurito può peggiorare per 1-2 settimane, ed è atteso: non significa che la cura non funziona
- contatti: tutti i conviventi vanno trattati, anche se non hanno sintomi, perché le lesioni possono comparire nei contatti prima del prurito (in una struttura, chi sono i contatti e come procedere lo stabilisce il team, non tu)
- forma crostosa: richiede un trattamento intensivo e più misure ambientali
Precauzioni e biancheria
Per le precauzioni da contatto e i DPI da usare con quel paziente ti attieni al cartello di isolamento e al protocollo della struttura: vedi la guida su precauzioni da isolamento. Non scegli tu quali indossare.
Sulla biancheria, l'OMS indica che gli acari lontano dalla pelle umana muoiono di norma entro 2-3 giorni e suggerisce questi passaggi:
- lavare e asciugare biancheria e indumenti ad acqua calda, poi asciugare con calore o al sole oppure con pulitura a secco
- ciò che non si può lavare si chiude in un sacco di plastica per una settimana
- pulire e aspirare gli ambienti dopo il trattamento, soprattutto nella forma crostosa
Le modalità operative della tua struttura (sacchi, percorso della biancheria, chi pulisce e come) sono quelle del protocollo aziendale. Se non le conosci, chiedi prima di agire. Vedi anche pulizia, disinfezione e sterilizzazione.
In pratica 🔧: se un paziente si gratta molto la notte, hai notato lesioni alle mani o ai polsi e un altro ospite o un collega ha gli stessi segni, riferiscilo nello stesso momento: più casi nello stesso reparto sono un'informazione importante per il team.
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Dove finisce la tua competenza
Tu sì: osservi la pelle durante l'igiene, riferisci i segni, applichi precauzioni e DPI indicati, gestisci biancheria e ambiente come previsto dal protocollo, rispetti la riservatezza.
Tu non: fai diagnosi, decidi o modifichi il trattamento, stabilisci da solo chi è "contatto", applichi creme o antiparassitari di tua iniziativa, comunichi il caso a persone non coinvolte nell'assistenza.
Gli errori da evitare
- Pensare "è solo pelle secca" e non riferire prurito notturno o lesioni sospette
- Aspettare che il problema passi, o che lo segnali un altro
- Trasportare biancheria da lavare senza sacco chiuso, o mescolarla con altra biancheria
- Applicare le precauzioni "a occhio" invece di seguire il cartello
- Parlare del caso con colleghi di altri reparti, ospiti o parenti
- Pensare che il peggioramento del prurito dopo il trattamento voglia dire che la cura non funziona
In sintesi
| Aspetto | Cosa sapere |
|---|---|
| Causa | Acaro Sarcoptes scabiei, contatto pelle a pelle stretto |
| Sintomi | Dopo 4-6 settimane: prurito (peggiore di notte), lesioni lineari su dita, polsi, braccia, cintura |
| Forma crostosa | La più contagiosa, spesso poco prurito, in chi ha difese ridotte |
| Dopo il trattamento | Prurito può peggiorare per 1-2 settimane; trattamento da ripetere secondo prescrizione |
| Contatti | Vanno trattati anche senza sintomi |
| Biancheria | Gli acari muoiono lontano dalla pelle in 2-3 giorni: lavaggio caldo o sacco chiuso per una settimana |
| Il tuo ruolo | Osservi, riferisci, applichi il protocollo; non diagnostichi |
Cosa fare adesso
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Stampa la scheda di una pagina con i passi principali, da tenere in reparto o salvare in PDF.
📖 Parole difficili
- Acaro:
- Parassita microscopico che scava nella pelle e causa la scabbia.
- Forma crostosa:
- Variante molto contagiosa, con migliaia o milioni di acari, tipica di chi ha difese ridotte.
- Contatti:
- Persone a stretto contatto con il caso: vanno trattate anche se non hanno sintomi.
Da ricordare
- Il prurito peggiora spesso nelle 1-2 settimane dopo l’inizio del trattamento: è atteso.
- Diagnosi, trattamento e individuazione dei contatti spettano al team, non all’OSS.
- Più casi nello stesso reparto sono un’informazione importante: riferiscili subito.
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