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Scabbia in reparto e in RSA: cosa fa l'OSS
Procedure pratiche

Scabbia in reparto e in RSA: cosa fa l'OSS

Aggiornato il 5 min di lettura

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In 30 secondi

  1. La scabbia si trasmette con stretto contatto pelle a pelle, anche prima che compaiano i sintomi.
  2. Segni da riferire: prurito intenso soprattutto di notte, lesioni lineari su dita, polsi e cintura.
  3. La forma crostosa è la più contagiosa e può dare poco prurito: la pelle anomala va riferita comunque.

La scabbia fa paura più di quanto meriti, ma in un reparto o in una RSA, dove le persone vivono a stretto contatto e molte hanno la pelle fragile, un caso non riconosciuto può diventare un focolaio. Chi fa igiene e cambio ogni giorno è spesso il primo a vedere i segni.

Cos'è e come si trasmette

La scabbia è causata da un acaro, il Sarcoptes scabiei, che scava nella pelle. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità si trasmette con lo stretto contatto pelle a pelle, per esempio vivendo nella stessa casa, e il rischio aumenta con la quantità di acari presenti. Si può trasmettere anche prima che compaiano i sintomi.

Per gli indumenti e la biancheria contaminati l'OMS precisa che è improbabile che trasmettano la forma comune, mentre possono contare nella forma crostosa.

Il fatto 💡: nelle strutture chiuse (ospedali, lungodegenze, residenze) possono comparire focolai, e l'OMS raccomanda sorveglianza nei contesti a rischio e una conferma precoce dei casi.

  • 4-6 settimane

    Tempo in genere prima che compaiano i sintomi (OMS)

  • 1-2 settimane

    Il prurito può peggiorare dopo l'inizio del trattamento

  • 2-3 giorni

    Tempo in cui gli acari muoiono lontano dalla pelle (OMS)

  • 1 settimana

    Capi non lavabili chiusi in un sacco di plastica

La mappa dell’argomento

Scabbia

  • Trasmissione

    • Contatto pelle a pelle stretto
    • Anche prima dei sintomi
  • Segni

    • Prurito peggiore di notte
    • Lesioni su dita, polsi, cintura
  • Forma crostosa

    • La più contagiosa
    • Spesso poco prurito
  • Ruolo dell'OSS

    • Osserva e riferisce
    • Applica il protocollo
    • Non fa diagnosi

Forma comune e forma crostosa

Forma comuneForma crostosa
Chi colpisceChiunque, per stretto contattoSoprattutto chi ha difese ridotte
ContagiositàMeno elevataLa più elevata
PruritoIntenso, peggiore di notteSpesso scarso
Biancheria contaminataImprobabile che trasmettaPuò contare

Quali segni riferire

I sintomi compaiono in genere 4-6 settimane dopo l'infestazione. Durante igiene, bagno e cambio puoi notare:

  • prurito intenso, peggiore di notte (il paziente si gratta, dorme male)
  • piccoli rilievi e lesioni lineari soprattutto su dita, polsi, braccia, gambe e zona della cintura
  • noduli infiammati su genitali e seno
  • nei bambini piccoli, eruzione più estesa, anche su palmi, piante dei piedi, caviglie e cuoio capelluto

La forma crostosa merita un'attenzione particolare: colpisce soprattutto le persone con difese immunitarie ridotte, vi sono migliaia o milioni di acari, spesso dà poco prurito ed è la più contagiosa. Per questo la sua assenza di prurito non basta a escludere nulla.

I segni della scabbia e la forma crostosa: cosa osservare e riferire

Attenzione ⚠️: non fare diagnosi e non anticipare conclusioni al paziente, ai familiari o ad altri ospiti. Riferisci all'infermiere ciò che hai visto (dove, da quando, se il paziente si gratta soprattutto di notte) e lascia che sia il team a valutare.

Cosa succede dopo la segnalazione

La valutazione e il trattamento sono compiti del medico. Per capire cosa ti verrà chiesto, ecco i principi indicati dall'OMS:

  • trattamento: si applica su tutto il corpo, oppure per bocca nei casi indicati; non uccide le uova, quindi va ripetuto secondo la prescrizione
  • dopo l'inizio: il prurito può peggiorare per 1-2 settimane, ed è atteso: non significa che la cura non funziona
  • contatti: tutti i conviventi vanno trattati, anche se non hanno sintomi, perché le lesioni possono comparire nei contatti prima del prurito (in una struttura, chi sono i contatti e come procedere lo stabilisce il team, non tu)
  • forma crostosa: richiede un trattamento intensivo e più misure ambientali

Precauzioni e biancheria

Per le precauzioni da contatto e i DPI da usare con quel paziente ti attieni al cartello di isolamento e al protocollo della struttura: vedi la guida su precauzioni da isolamento. Non scegli tu quali indossare.

Sulla biancheria, l'OMS indica che gli acari lontano dalla pelle umana muoiono di norma entro 2-3 giorni e suggerisce questi passaggi:

  • lavare e asciugare biancheria e indumenti ad acqua calda, poi asciugare con calore o al sole oppure con pulitura a secco
  • ciò che non si può lavare si chiude in un sacco di plastica per una settimana
  • pulire e aspirare gli ambienti dopo il trattamento, soprattutto nella forma crostosa

Le modalità operative della tua struttura (sacchi, percorso della biancheria, chi pulisce e come) sono quelle del protocollo aziendale. Se non le conosci, chiedi prima di agire. Vedi anche pulizia, disinfezione e sterilizzazione.

In pratica 🔧: se un paziente si gratta molto la notte, hai notato lesioni alle mani o ai polsi e un altro ospite o un collega ha gli stessi segni, riferiscilo nello stesso momento: più casi nello stesso reparto sono un'informazione importante per il team.

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Dove finisce la tua competenza

Tu sì: osservi la pelle durante l'igiene, riferisci i segni, applichi precauzioni e DPI indicati, gestisci biancheria e ambiente come previsto dal protocollo, rispetti la riservatezza.

Tu non: fai diagnosi, decidi o modifichi il trattamento, stabilisci da solo chi è "contatto", applichi creme o antiparassitari di tua iniziativa, comunichi il caso a persone non coinvolte nell'assistenza.

Gli errori da evitare

  • Pensare "è solo pelle secca" e non riferire prurito notturno o lesioni sospette
  • Aspettare che il problema passi, o che lo segnali un altro
  • Trasportare biancheria da lavare senza sacco chiuso, o mescolarla con altra biancheria
  • Applicare le precauzioni "a occhio" invece di seguire il cartello
  • Parlare del caso con colleghi di altri reparti, ospiti o parenti
  • Pensare che il peggioramento del prurito dopo il trattamento voglia dire che la cura non funziona

In sintesi

AspettoCosa sapere
CausaAcaro Sarcoptes scabiei, contatto pelle a pelle stretto
SintomiDopo 4-6 settimane: prurito (peggiore di notte), lesioni lineari su dita, polsi, braccia, cintura
Forma crostosaLa più contagiosa, spesso poco prurito, in chi ha difese ridotte
Dopo il trattamentoPrurito può peggiorare per 1-2 settimane; trattamento da ripetere secondo prescrizione
ContattiVanno trattati anche senza sintomi
BiancheriaGli acari muoiono lontano dalla pelle in 2-3 giorni: lavaggio caldo o sacco chiuso per una settimana
Il tuo ruoloOsservi, riferisci, applichi il protocollo; non diagnostichi

Fonti: OMS, scheda informativa sulla scabbia (trasmissione, sintomi, forma crostosa, trattamento, contatti, biancheria).

Cosa fare adesso

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Stampa la scheda di una pagina con i passi principali, da tenere in reparto o salvare in PDF.

📖 Parole difficili

Acaro:
Parassita microscopico che scava nella pelle e causa la scabbia.
Forma crostosa:
Variante molto contagiosa, con migliaia o milioni di acari, tipica di chi ha difese ridotte.
Contatti:
Persone a stretto contatto con il caso: vanno trattate anche se non hanno sintomi.

Da ricordare

  • Il prurito peggiora spesso nelle 1-2 settimane dopo l’inizio del trattamento: è atteso.
  • Diagnosi, trattamento e individuazione dei contatti spettano al team, non all’OSS.
  • Più casi nello stesso reparto sono un’informazione importante: riferiscili subito.
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Nota: contenuto informativo scritto da un OSS, non sostituisce formazione, protocolli o indicazioni cliniche. Segui sempre i protocolli della tua struttura e le indicazioni dell'infermiere.

Vincenzo Talia

Vincenzo Talia

OSS dal 2012, fondatore di Portale OSS.

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