← Torna alle risorse
Rifiuti sanitari in reparto: cosa va dove (DPR 254/2003)
Sicurezza e benessere dell'operatore

Rifiuti sanitari in reparto: cosa va dove (DPR 254/2003)

Aggiornato il 5 min di lettura

Condividi:

In 30 secondi

  1. Pannoloni, assorbenti e sacche delle urine di norma sono assimilati agli urbani.
  2. Sangue visibile o stanza in isolamento: rifiuto a rischio infettivo.
  3. I taglienti vanno subito nel contenitore rigido; nel dubbio chiedi all'infermiere.

Ogni turno produce rifiuti: garze, guanti, pannoloni, sacche, aghi. Sbagliare contenitore non è un dettaglio: un rifiuto a rischio infettivo nel sacco sbagliato espone chi lo raccoglie dopo di te, e un taglientino mal gestito è una delle cause di puntura accidentale. La norma di riferimento in Italia è il DPR 254/2003.

Le tre famiglie di rifiuti

Il decreto (art. 2) separa i rifiuti sanitari in gruppi diversi. Per il lavoro in reparto servono soprattutto questi:

GruppoEsempiDove vanno
Pericolosi a rischio infettivoMateriali contaminati da sangue o altri liquidi biologici in quantità tale da renderlo visibile; rifiuti da ambienti di isolamentoImballaggio apposito con scritta e simbolo di rischio biologico
Assimilati agli urbaniPannoloni, assorbenti, bende e gessi, sacche e contenitori delle urine, lenzuola monouso, residui dei pasti, vetro e cartaRaccolta come rifiuti urbani, secondo l'organizzazione della struttura
Gestione particolareFarmaci scaduti, citostatici e altri rifiuti con regole proprieCircuiti dedicati, mai nei contenitori comuni

Il fatto 💡: tra i rifiuti assimilati agli urbani il decreto elenca espressamente "gli assorbenti igienici anche contaminati da sangue, esclusi quelli dei degenti infettivi", i pannolini e i pannoloni, e le sacche e i contenitori utilizzati per le urine. Quindi un pannolone sporco di urine o con tracce di sangue non va, di per sé, nel contenitore dell'infettivo.

Attenzione ⚠️: l'eccezione conta. Se il medico ravvisa una patologia trasmissibile attraverso urine o feci, o se il paziente è in isolamento infettivo, quei rifiuti rientrano tra quelli a rischio infettivo. Per questo la regola pratica è: in dubbio, chiedi all'infermiere e segui il cartello sul contenitore.

  • 200 litri

    sotto questa quantità il deposito può durare trenta giorni

  • 2003

    anno del DPR 254 sui rifiuti sanitari

La mappa dell’argomento

Rifiuti sanitari

  • A rischio infettivo

    • Sangue visibile
    • Ambienti di isolamento infettivo
    • Imballaggio con simbolo biologico
  • Assimilati agli urbani

    • Pannoloni e assorbenti
    • Sacche delle urine
    • Bende, gessi, lenzuola monouso
  • Taglienti

    • Contenitore rigido anti-puntura
    • Mai comprimere o rincappucciare
    • Vicino al punto d'uso
  • Nel dubbio

    • Chiedi all'infermiere
    • Segui il protocollo
    • Leggi il cartello sul contenitore

A rischio infettivo o assimilato agli urbani?

A rischio infettivoAssimilato urbano
SangueVisibile su garze o presidiAssorbenti anche con sangue, salvo infettivi
UrineMedico ravvisa malattia trasmissibileSacche e contenitori delle urine
EsempiRifiuti da stanza in isolamentoPannoloni, bende, gessi, lenzuola monouso

Cosa conta come "a rischio infettivo"

Il decreto indica, tra gli altri, i rifiuti che:

  • provengono da ambienti di isolamento infettivo in cui c'è un rischio di trasmissione per via aerea;
  • sono venuti a contatto con liquidi biologici dei pazienti in isolamento infettivo;
  • sono contaminati da sangue o liquidi con sangue visibile;
  • sono contaminati da feci o urine, quando il medico che ha in cura il paziente ravvisa una patologia trasmissibile attraverso questi escreti;
  • sono contaminati da liquido seminale, secrezioni vaginali, liquido cerebrospinale, sinoviale, pleurico, peritoneale, pericardico o amniotico.

Per le precauzioni di isolamento, cioè cosa indossare e come, trovi tutto nell'articolo sull'isolamento da contatto, droplet e aereo.

I contenitori (art. 8)

Per il deposito temporaneo, lo spostamento interno e la raccolta dei rifiuti a rischio infettivo il decreto prevede:

  1. un imballaggio a perdere, anche flessibile, con la scritta «Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo» e il simbolo del rischio biologico;
  2. per i taglienti e pungenti, un imballaggio rigido, resistente alla puntura, con la scritta «Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo taglienti e pungenti»;
  3. entrambi contenuti in un secondo imballaggio rigido esterno, di un colore che li distingua dagli altri rifiuti.

In pratica 🔧: di buona pratica il contenitore dei taglienti sta a portata di mano nel punto in cui si usa il tagliente, così nessuno deve portare in giro un ago in mano. Chiudilo e sostituiscilo secondo le istruzioni della struttura: il limite di riempimento non lo fissa il decreto, ma molti protocolli aziendali indicano di chiudere in modo definitivo il contenitore quando è pieno circa fino ai tre quarti, per esempio quello dell'ATS di Bergamo. Controlla sempre la linea di riempimento stampata sul contenitore che usi.

Quanto può restare il rifiuto in reparto

Il decreto stabilisce che il deposito temporaneo dei rifiuti a rischio infettivo non deve causare rischi per la salute e può durare al massimo cinque giorni dalla chiusura del contenitore; il termine sale a trenta giorni per quantitativi inferiori a 200 litri, nel rispetto dei requisiti di igiene e sicurezza e sotto la responsabilità del produttore. Non è una decisione dell'OSS: ti basta sapere che i contenitori chiusi vanno portati al deposito della struttura secondo il giro stabilito, senza accumularli in corridoio o nei locali di servizio.

La Gazzetta dell'OSS

Proteggi la schiena e le mani: un consiglio ogni martedì

Una email a settimana, 3 minuti: il consiglio da usare al prossimo turno, i concorsi OSS della settimana e la notizia da sapere. Ti disiscrivi con un clic.

Gli errori più comuni

  • Mettere i taglienti nel sacco comune, o lasciare l'ago nella vaschetta o sul carrello
  • Comprimere i taglienti nel contenitore o rincappucciare e manipolare aghi e bisturi: l'ATS di Bergamo indica di conferirli senza comprimerli e senza rincappucciarli
  • Buttare nell'infettivo tutto ciò che sembra "sporco" (pannoloni, assorbenti) senza sapere che di norma non lo è
  • All'opposto: gettare tra gli urbani garze o presidi con sangue visibile, o i rifiuti di una stanza in isolamento
  • Riempire il contenitore dei taglienti oltre il limite indicato

Dove finisce la tua competenza

Tu non: decidi se un paziente ha una malattia trasmissibile attraverso urine o feci, né se una stanza va trattata come isolamento. È una valutazione clinica del medico o dell'infermiere.

Tu sì: separi i rifiuti secondo le istruzioni e i cartelli della tua struttura, usi i contenitori giusti, non riempi i taglienti oltre il limite, segnali un contenitore rotto, pieno o fuori posto, e chiedi in caso di dubbio.

Attenzione ⚠️: il decreto è del 2003 e rimanda a norme sui rifiuti che sono state riviste nel tempo. Il protocollo della tua azienda, che deve rispettare la normativa vigente e le regole regionali, è il riferimento pratico: ha la precedenza sulle abitudini del reparto.

In sintesi

SituazioneCosa fare
Ago, lama, taglienteContenitore rigido per taglienti, subito, senza passaggi
Sangue visibile su garze o presidiRifiuto a rischio infettivo
Pannolone con urine o tracce di sangueDi norma assimilato agli urbani, salvo infettivi
Sacca delle urineDi norma assimilata agli urbani, salvo infettivi
Stanza in isolamentoRifiuti a rischio infettivo
DubbioChiedi all'infermiere, segui il protocollo

📖 Parole difficili

Rischio infettivo:
Rifiuti a contatto con sangue visibile, liquidi biologici indicati dal decreto o isolamento infettivo.
Assimilati agli urbani:
Rifiuti sanitari come pannoloni e sacche delle urine, raccolti come urbani, salvo infettivi.
Taglienti e pungenti:
Aghi e lame: vanno in un imballaggio rigido resistente alla puntura.

Da ricordare

  • Un pannolone sporco non è, di per sé, rifiuto infettivo.
  • Taglienti subito nel contenitore rigido, senza rincappucciare né comprimere.
  • Il protocollo della tua azienda ha la precedenza sulle abitudini del reparto.
Sicurezza e benessere dell'operatorerifiuti sanitaritaglientirischio biologicodpr 254/2003sicurezza

Domande frequenti

Di norma no: il DPR 254/2003 include pannolini, pannoloni e assorbenti, anche contaminati da sangue, tra i rifiuti assimilati agli urbani, esclusi quelli dei degenti infettivi.

Un cuore ci dice quali guide ti servono davvero. Non serve un account.

La Gazzetta dell'OSS · ogni martedì consiglio di reparto, concorsi e notizie

Ti è stata utile? Passala a un collega

Una guida chiara in più nel gruppo di reparto risparmia a qualcuno una ricerca a metà turno.

Invia su WhatsApp
Ti è piaciuto? Seguici anche su

Commenti

Vuoi lasciare un commento?

Serve un account gratuito: ci aiuta a tenere fuori lo spam. Compare solo il tuo nome di battesimo.

Entra o crea l’account

Scelti per te

Guide scelte in base a quello che leggi, ami e condividi, e a cosa serve di più alla community.

Fai parte della community

Confrontati con altri OSS, condividi la tua esperienza e resta aggiornato sulle novità della professione.

Unisciti al gruppo Facebook

Nota: contenuto informativo scritto da un OSS, non sostituisce formazione, protocolli o indicazioni cliniche. Segui sempre i protocolli della tua struttura e le indicazioni dell'infermiere.

Vincenzo Talia

Vincenzo Talia

OSS dal 2012, fondatore di Portale OSS.

Unisciti al gruppo Facebook